
Occorre assolutamente chinarsi sul «problema per individuare soluzioni che possano garantire un'apertura costante degli impianti e diminuire sul lungo termine i rischi aziendali». A Carì è di nuovo allarme per i conti della società anonima che gestisce la stazione sciistica. Il disavanzo della stagione 2016-2017 è pari a poco meno di 186 mila franchi. Cifre rosse, di nuovo, che preoccupano il Municipio di Faido che, riferisce il Corriere del Ticino, attende i risultati dello studio commissionato alla SUPSI sulle prospettive di sviluppo per capire come muoversi e in quale direzione. Senza dubbio si dovrà completare il sistema di innevamento programmato ed eseguire i necessari interventi alle infrastrutture.
Il Comune finora ha sempre coperto le perdite perché crede in Carì quale faro per illuminare il turismo della media valle. Tuttavia «l'esperienza di questi anni dimostra che è difficile chiudere i conti in pareggio», rileva l'Esecutivo nel messaggio sul Consuntivo comunale dell'anno scorso che presenta un disavanzo di 19.718 franchi.
La scarsità di neve di due anni fa ha avuto avuto quale conseguenza l'apertura parziale della stazione leventinese; i primi passaggi si sono giocoforza ridotti a circa 16.000, oltretutto con i prezzi per la risalita dimezzati per tutta la stagione. Un quadro poco beneaugurante che ha portato all'ennesimo disavanzo.
La situazione dovrebbe migliorare guardando i conti dello scorso inverno: i primi passaggi sono raddoppiati, i costi per l'innevamento programmato si sono ridotti e, soprattutto, sono state applicate le tariffe piene. La stagione 2017-2018 potrebbe dunque chiudersi con un avanzo. Il preludio al rilancio di Carì?
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