
Il Cantone corre ai ripari. Perché la carenza di docenti alle scuole elementari nei prossimi anni è destinata ad aggravarsi. Un problema che si sta già facendo sentire eccome. In alcune sedi la risposta ai consueti concorsi di giugno è deludente e si fatica a trovare quei pochi candidati richiesti dalle normali fluttuazioni annuali. A complicare le cose, all’orizzonte, vi è un numero considerevole di pensionamenti. Ebbene, il problema è già stato individuato. La soluzione anche, come ci spiega il direttore del Dipartimento dell’educazione Manuele Bertoli. Attualmente le iscrizioni all’Alta Scuola Pedagogica, che come noto fa capo alla SUPSI, vengono limitate ad un numero controllato. Un numero di aspiranti docenti troppo basso per rispondere alle esigenze attuali della scuola pubblica. Il consigliere di Stato ricorda che quando lui stesso fece la patente di insegnante delle elementari non esisteva alcun numero chiuso. “Semmai c’era il problema contrario”, ci racconta al telefono: “molti maestri e pochi posti”. Così le autorità decisero di fissare un numero controllato di iscrizioni alla scuola per docenti: circa una 60ina per scuole elementari e scuole dell’infanzia, soglia che ora si rivela troppo restrittiva. DSS e SUPSI sono intenzionati ad innalzarla, come riferito oggi da TeleTicino. Ma non è un lavoro semplice. Occorre trovare il giusto equilibrio, per non cadere nel problema opposto: formare troppi docenti che poi non trovano sbocchi. Il dossier è sul tavolo del dipartimento. E’ un cantiere aperto che in autunno impegnerà il Cantone e i vertici della SUPSI. Matteo Bernasconi
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