
Non solo pompieri, soccorritori e agenti di polizia. Quando accadono tragedie come quella che ha colpito Crans-Montana la notte di Capodanno, a ricoprire un ruolo fondamentale sono anche i volontari del Care Team, chiamati a fornire supporto psicologico alle persone coinvolte. “Siamo in collegamento con i nostri colleghi romandi tramite una chat; già alle 6 del mattino del primo gennaio arrivavano richieste di supporto”, spiega a Ticinonews Massimo Binsacca, coordinatore del Care Team Ticino. “Mi sono quindi reso subito disponibile a organizzare un’équipe che potesse salire in Vallese, pensando soprattutto ai molti italiani coinvolti nei fatti”. Quando si verificano eventi simili “viene costituito uno Stato maggiore di condotta, di cui fanno parte pompieri, sanità e polizia. Chiaramente, se le risorse sul proprio territorio sono insufficienti, ci si rivolge ad altri Cantoni o addirittura all’estero”.
"Serve un grosso lavoro di mediazione"
Uno dei compiti più delicati dei volontari concerne la relazione con i familiari che sono ancora in attesa di notizie dei propri cari. “È molto difficile anche per noi. Occorre essere vicini alle persone, mettersi all’ascolto attivo, gestire i loro silenzi e le emozioni che provano”, prosegue Binsacca. “Far capire ai familiari che il fatto di non avere ancora notizie dipende da determinati tempi tecnici non è evidente. Bisogna fare un grosso lavoro di mediazione, ma l’importante è stare vicini a chi soffre e non lasciarlo solo”.
Supporto anche per i soccorritori
Anche i testimoni che hanno assistito alla tragedia possono aver bisogno di aiuto psicologico, così come i paramedici intervenuti sul posto. “Ripensando all’incidente di Sierre di diversi anni fa, in quell’occasione circa 150-200 soccorritori sono passati attraverso un debriefing psicologico, e da quel che so, una persona ha smesso di lavorare in quell’ambito”, ricorda Binsacca. “Dipende molto dal singolo, dalle risorse che ognuno ha nel superare tali traumi”.

