
"FFS e le misure di risparmio sulle spalle delle persone con andicap" è il titolo di un'interpellanza inoltrata oggi al Consiglio federale dal parlamentare ticinese Fabio Regazzi, che vuole maggiori lumi, ed eventualmente pure un ripensamento, sulla decisione delle FFS di interrompere la collaborazione con la Federazione ticinese integrazione andicap (FTIA). Una collaborazione che, come noto, permetteva di assicurare una formazione e un lavoro a 9 persone portatrici di andicap, presso la stazione di Giubiasco (vedi articoli suggeriti).
"Lo sportello di Giubiasco, unico nel suo genere, concretizza gli obiettivi della politica del Consiglio federale per una migliore integrazione delle persone con handicap nel mondo del lavoro ed è inoltre un importante centro formativo e professionale per le persone con disabilità" fa notare Regazzi, che pone le seguenti domande al Consiglio federale:
1. Quali sono i motivi che hanno portato le FSS alla sua chiusura?
2. Qual è il risparmio stimato derivato da questa decisione?
3. Nell'ambito del pacchetto di risparmi decisi dalle FFS per il 2017, la chiusura dello sportello ammonta a quanto in termini percentuali?
4. È al corrente che questa decisione presa unilateralmente dalle FFS, con modalità di comunicazione discutibili, azzera anni di lavoro di tre partner istituzionali: Confederazione, cantone (attraverso l'Ufficio Assicurazione invalidità) e comune (Giubiasco)?
5. Quali alternative sono al vaglio delle FFS per consentire alle 9 persone impiegate di poter proseguire la propria formazione e il proprio inserimento professionale?
6. Non ritiene che questa decisione sia in netto contrasto con la politica di integrazione promossa dalla Confederazione per migliorare la situazione dei disabili?
7. Un'azienda parapubblica come le FFS non dovrebbe fungere da modello ed dare l'esempio a favore di una migliore integrazione professionale delle persone con andicap?
8. Come valuta questa decisione l'Ufficio federale per le pari opportunità delle persone con disabilità?
Regazzi ricorda infine che "la Svizzera ha adottato diverse misure a sostegno di una migliore integrazione delle persone disabili."
"La legge sui disabili, diverse revisioni della legge sull'assicurazione per l'invalidità e il nuovo diritto di protezione degli adulti hanno notevolmente migliorato la situazione dei disabili nel nostro Paese. L'autodeterminazione e la partecipazione dei portatori di andicap vengono inoltre promosse dalla politica d'integrazione dello Stato sociale, a livello federale, cantonale e comunale" conclude Regazzi. "A maggior ragione un'azienda parastatale dovrebbe attenersi a questi principi e dare il buon esempio e non il contrario."
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