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Ticino
Cardiocentro troppo caro?
Redazione
14 anni fa
Il Cardiocentro bacchetta il sorvegliante dei prezzi che definisce troppo cara la clinica

Tiziano Moccetti passa al contrattacco dopo che Mister Prezzi ha etichettato il Cardiocentro come una realtà troppo cara, raccomandando al Consiglio di Stato di abbassare i parametri tariffari di riferimento (baserate per la cura dei pazienti stazionari dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie del reparto comune secondo LAMal) in relazione alla struttura. La notizia è stata anticipata da TeleTicino. "Le esternazioni di Mister Prezzi, dice Moccetti, sono semplicistiche in modo allarmante. Infatti il sorvegliante dei prezzi fissa la clinica del cuore ticinese al di sopra di una media nazionale che è stata calcolata facendo un paragone con strutture che non realizzano esami interventistici "pesanti", di alta qualità": dalla clinica di Savognin alla Santa Chiara. "Mister Prezzi, spiega Moccetti, avrebbe dovuto valutare i costi del Cardiocentro rispetto a quelli della cardiologia e cardiochirurgia universitaria di Berna, Basilea, Ginevra e Losanna". D'altronde proprio quest’anno la clinica di Lugano è stata riconosciuta quale centro universitario dal senato delle università di Zurigo. "Se il paragone regge in termini di prestazioni, allora deve essere adottato anche per le questioni amministrative". La minaccia che intravede il "prof" è che venga indebolito il centro d’avanguardia che è stato costruito negli ultimi 12 anni. Ma Moccetti va oltre: "Non pensiamo a difendere solo il Cardiocentro perché sono minacciati tutti i centri d’eccellenza ticinesi", spiega, auspicando che i politici non diano retta alle raccomandazioni, citiamo, strampalate di Mister Prezzi. Sulle polemiche sorte negli ultimi giorni in merito alla futura organizzazione ospedaliera cantonale (che dovrà rinunciare a circa 30 milioni di franchi), Moccetti è chiaro: "Chi crede nella costruzione di un nuovo ospedale unico per il Ticino, crede in un'idea utopica". Per Moccetti occorre invece proteggere i diversi centri d’eccellenza del Ticino. Dal Cardiocentro e la neurologia a Lugano, all’Istituto Oncologico di Bellinzona. Fiori all'occhiello della sanità ticinese. "Altrimenti, conclude Moccetti, si può smantellare tutto e ripristinare i treni diretti a Berna e Zurigo per i pazienti ticinesi, con tutte le penose conseguenze del caso". Matteo Bernasconi

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