
Il futuro del Cardiocentro e dell’affare Mizar sono osservati con occhi attenti anche dalle Orsoline dove oggi si è riunito il Gran Consiglio.
A chiedere lumi sulle trattative in corso con l’Ente ospedaliero e sulle incognite del polo di ricerca biomedica è stato il gruppo socialista con un’interpellanza.
Nonostante il lancio dell’iniziativa per tutelare l’autonomia dell’ospedale del cuore, i negoziati per rispettare la convenzione, procedono come da programma. TeleTicino ha interpellato Paolo Beltraminelli, Christian Vitta e Carlo Lepori.
La parola dapprima a Paolo Beltraminelli, direttore del Dipartimento della sanità e della socialità: "Al di là del rispetto dell'atto di fondazione, l'integrazione nell'Ente con la creazione di un istituto dotato di indipendenza medica e amministrativa risulta adeguata e opportuna anche dal profilo clinico. I contatti restano aperti, le parti hanno espresso l'intenzione di tornare ufficialmente ad incontrarsi."
E se questa risposta ha rassicurato l’ala sinistra del Parlamento, dubbi rimangono invece sullo stato delle finanze del Cardiocentro e su una possibile elusione della legge sulle commesse pubbliche. Anche perché nel 2016 il Parlamento si è fatto garante di tutta l’operazione.
Christian Vitta, direttore del Dipartimento delle finanze e dell'economia (DFE): "L'acquisto di immobili ristrutturati non soggiace alla legge sulle commesse pubbliche. Ora resta da chiarire se la progettazione beneficerà di contributi pubblici diretti per valutarne l'eventuale assoggettamento".
Carlo Lepori, deputato PS :"Dal punto di vista del cittadino sembra chiaro che l'operazione gode di un appoggio pubblico e quindi i lavori necessari dovebbero essere soggetti alla legge sugli appalti".
Questioni che, c’è da scommettere, continueranno a far discutere. Sempre che il progetto vada in porto come da copione.
Maggiori particolari nel servizio del Tg di TeleTicino in onda dalle 18.45
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