
È notizia di questi giorni che Mario Mantegazza, Giorgio Giudici e Tiziano Moccetti si sono dimessi dalla Fcre (Foundation for Cardilogical research and education). Saranno rilevati da Massimo Manserra, vicedirettore del Cardio, Cecilia Aquila, responsabile delle finanze dell’stituto).
Strani avvicendamenti, ma ancor più strani risultano le dimissioni dell’intero Consiglio del Sirm (Swiss Institute for regenerative medicine and innovative therapies), organizzazione ricostituita lo scorso agosto e registrata ufficialmente due mesi fa, presieduta proprio da Mario Mantegazza e con Tiziano Moccetti e Riccardo Zanon membri.
E a questo proposito, la dichiarazione del Cardiocentro di "Procedere ad una riorganizzazione che porti il comparto della ricerca a riavvicinarsi all’istituto. Per dare concreto avvio a questo importante cantiere si è proceduto con l’avvicendamento…" lascia adito a qualche perplessità.
Come già anticipato dal Caffè a inizio settembre, si era detto che la Fcre non avrebbe potuto, da statuto, gestire progetti di ricerca (non per nulla lo scorso agosto è stata ricreata la Sirm). Da notare che la Fcre ha ricevuto dal Cardiocentro tra i 4 e i 5 milioni l’anno da gestire appunto per la ricerca.
Flussi finanziari piuttosto importanti, che hanno portato a quasi 29 milioni di perdite di esercizio nel quinquennio 2012-2017.Cifre, che hanno messo in ambasce l‘Ente ospedaliero cantonale (Eoc) e il Governo con la sollecitazione di intervento all’Autorità di Vigilanza della Svizzera italiana.
I risultati scientifici della Fcre e della Sirm sono sempre stati un punto interrogativo tanto da chiedersi cosa hanno creato e con quale spesa?
Il 21 ottobre 2014, l’allora presidente dell’Università della Svizzera italiana (Usi), Piero Martinoli, nella sua lettera a Roberto Malacrida, presidente della ‘Commissione speciale per l’esame del rapporto sull’istituzione di una facoltà di scienze biometiche e la creazione di una scuola di Master in medicina umana’, minacciò di dimettersi se la fondazione Sirm fosse stata annessa o affiliata per decreto legislativo all’Usi, ma non se ne fece nulla.
Nella stessa lettera si diceva che "L’associazione del Sirm all’Usi per decreto legislativo, come la vorrebbero i commissari di Lega e Udc, violerebbe in maniera flagrante due principi fondamentali: l’autonomia accademica dell’Università e il primato della qualità scientifica che ne ispira e guida le scelte".
Martinoli nella lettera spiegava poi che spetta solo e soltanto all’Università decidere dopo aver verificato la qualità scientifica dei risultati della ricerca, vale a dire pubblicazioni, reputazione dei ricercatori, formazione dottorale, ecc.Si deice che il motivo per il quale Lega e Udc insistessero così tanto non è dato sapere ufficialmente. Mere ragioni campanilistiche.Insomma, l’Irb (Istituto di ricerca in biomedicina), il Sirm a Lugano.
"Un simile passo sarebbe profondamente ingiusto nei confronti di istituti ben più meritevoli che, come per esempio lo Ior (Istituto oncologico di ricerca dell’Eoc) - così scrisse Piero Martinoli -, si adeguano alle procedure previste dalla legge.L’associazione del Sirm in questo momento e con queste modalità potrebbe infine comportare seri rischi di immagine per l’Usi, vista l’inchiesta in corso per dati compromessi presso la Harward Medical School e il Brigham and Women’s Hospital sui lavori del declamato esperto mondiale con il quale il professor Moccetti collabora".
Il riferimento di Piero Martinoli era al professor Piero Anversa, cardiologo italiano naturalizzato negli Stati Uniti, per il quale proprio nei giorni scorsi l’Università di Harward ha chiesto che siano ritirate 31 sue ricerche scientifiche. Contengono falsificazioni e inesattezze.
Maggiori particolari nell'edizione odierna del Caffé
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