
I numeri parlano chiaro: in Ticino e nella Svizzera romanda, la percentuale d’occupazione delle carceri ha raggiunto il 107%.
Un dato sensibilmente superiore a quelli registrati nella Svizzera orientale (80%) ed in quella centrale (88%).
Che in Ticino ci siano troppi detenuti, rispetto alle capacità delle strutture carcerarie, non è solo un problema "logistico", ma pure giuridico-culturale. Perché i ticinesi, i latini in generale, sarebbero più rigidi, più severi quando si tratta di pronunciare una sentenza, rispetto agli svizzero-tedeschi.
Un’ipotesi, come riporta il Caffè, che rovescia un cliché, è del docente di diritto penale Andrè Kuhn dell’Università di Neuchâtel. Kuhn su Le Matin ha spiegato che le pene dovrebbero essere meno pesanti e la libertà condizionale utilizzata più spesso.
Tutta colpa della severità dei giudici? "Diciamo che per certi reati, in particolare per quelli finanziari che da noi sono parecchi, da parte delle autorità giudicanti a livello cantonale c’è una sensibilità superiore. E questo perché certi fenomeni criminali hanno un impatto sociale maggiore qui da noi rispetto alla Svizzera tedesca - spiega l’avvocato Marco Bertoli, che è stato anche procuratore pubblico -. La mia sensazione è che su certi reati, come la truffa ad esempio, si applichino parametri piuttosto rigidi, anche rispetto all’Italia".
Da un ex procuratore all’altro. Per l’avvocato Paolo Bernasconi, che è stato docente di diritto penale, l’idea di Kuhn "è suggestiva, interessante, ma non mi convince. Non solo perché in Svizzera sono numerosi gli spostamenti da carcere a carcere, da regione a regione. Ma perché in Ticino siamo confrontati con una criminalità di frontiera, come Ginevra peraltro".
Secondo Bernasconi non esiste una differenza culturale e giudiziaria fra le tre Svizzere; la differenza è piuttosto fra grandi città e campagna. Una stessa rapina sarà valutata diversamente da un tribunale di Zurigo rispetto ad uno di Argovia, dove il rapinatore sarà sanzionato più duramente".
Detto in due parole, a parità di reato, il giudice di Lucerna o di Stadt sarà più rigoroso perché di rapine e di truffe ne vede di meno
Inoltre, secondo l’ex procuratore luganese, la maggior severità nei latini va fatta piuttosto in ambito giuridico-penale, non sul numero dei carcerati. "Bisognerebbe esaminare le sentenze suddividendole per tipo, per categorie di reato e confrontarle con quelle delle altre regioni", spiega Bernasconi -.
Secondo l'avvocato Brenno Canevascini, invece, risulta davvero difficile fare queste valutazioni "perché il problema è che noi non abbiamo un esatto termine di paragone, perché non conosciamo le decisioni degli altri Cantoni, la coerenza con l’applicazione delle pene, siamo necessariamente più attenti alle sentenze del Tribunale federale, ci mancano dunque i parametri di confronto per dire se effettivamente la nostra giustizia è più severa che altrove".
L'avvocato locarnese, che ha fatto parte della Commissione speciale nominata dal Consiglio di Stato per la revisione della legge sull’organizzazione giudiziaria civile e penale in Ticino conclude: "Difficile, dunque dire se noi latini siamo o meno più punitivi".
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Caffé
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