
Carceri svizzere sempre più affollate, toccato un nuovo record. Le persone detenute nelle strutture penitenziare su territorio elvetico sono infatti 7'119. Un dato che non si vedeva dal 1988. Il tasso d’occupazione delle 90 carceri elvetiche è di 96,6%. A riferirlo è l’Ufficio federale di statistica. «Rapportato alla popolazione residente, la proporzione rimane inferiore a quella osservata 10 anni fa», aggiunge l’Ufficio. Una situazione a cui il Ticino è abituato, come ci dice il direttore delle strutture carcerarie cantonali Stefano Laffranchini: «Il Ticino è confrontato da due anni con questa situazione. Considerate le peculiarità del nostro Cantone, una regione di frontiera che conosce il fenomeno della criminalità transfrontaliera ed un Cantone di transito che conosce il fenomeno dei corrieri di droga, è stato confrontato in anticipo con questa problematica. In questo senso abbiamo adottato delle misure per far sì che siamo più preparati degli altri cantoni della Svizzera».
Le misure intraprese
Ticino dunque preparato sia dal profilo operativo che da quello del personale: «Abbiamo aumentato di 5 posti la capienza del carcere penale della Stampa e del carcere giudiziario della Farera», afferma Laffranchini. «In caso di emergenza abbiamo anche 10 posti ulteriori presso le strutture carcerarie. Dal profilo del personale, si sta conclude la scuola degli agenti di custodia e abbiamo appena concluso il concorso della nuova scuola degli agenti di custodia che conta be 170 candidature». Senza dimenticarsi poi dell’apporto politico: «Grazie all’impegno della politica, siamo riusciti ad ampliare la nostra flotta droni per sgravare il personale e farlo concentrare su attività in contatto con persone detenute».
Le cause del sovraffollamento
102% d’occupazione sia per la Farera che per la Stampa, ci dice Laffranchini. Un fenomeno pressoché solo maschile. Se in Svizzera la percentuale di donne in detenzione si attesta al 6,2%, in Ticino raggiunge quota 10%. Le cause, in Ticino, una recrudescenza dei reati contro la legge federale sugli stupefacenti e un acuirsi della delinquenza legata alle persone provenienti dal Maghreb. Una tendenza che non preoccupa Laffranchini: «Io incontro gente stanca, anche provata, ma assolutamente volonterosa di continuare la propria missione. Onestamente, quando si hanno al proprio fianco persone del genere, non si smette mai di lottare e la preoccupazione va in secondo piano». Al vaglio della politica ticinese, afferma sempre Laffranchini, un aumento dei posti polivalenti nelle carceri.

