
La situazione odierna nelle strutture carcerarie ticinesi è difficile. L’elevato numero di detenuti comporta infatti un sovraffollamento degli spazi. Una condizione che spinge la Divisione della giustizia ad agire per trovare delle soluzioni. Soluzioni che verranno presentate al Governo e che, come spiegato dalla direttrice Frida Andreotti al Corriere del Ticino, toccano vari ambiti.
I possibili correttivi
La prima soluzione consiste nel ricorrere, da parte del Ministero pubblico, a misure sostitutive rispetto all’arresto, come ad esempio il braccialetto elettronico. A livello di personale impiegato, invece, per distribuire meglio il lavoro delle guardie carcerarie si è pensato di reintegrare gli agenti di custodia che erano già in pensione, ma non ancora in età pensionabile. Si tenterà inoltre di arruolare personale proveniente da altri cantoni. Vi è inoltre l’idea di assegnare a società di sicurezza esterne o ad ausiliari di polizia il mandato per i controlli di sicurezza all’esterno delle strutture.
L’ipotesi container
Infine, prendendo esempio da ciò che avviene in altri cantoni, si sta considerando di adottare dei container detentivi. Tale possibilità dovrebbe concretizzarsi nel giro di alcuni mesi.

