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Politica
Carburante alle stelle, alta pressione su Berna e Bellinzona
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Caro carburanti. La benzina continua a salire, il diesel tocca picchi record. Si muove la politica: il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri sollecita il Governo Federale. La Lega scrive al Consiglio di Stato. Per la sinistra focus sul trasporto pubblico.

Toccati i record, l’incremento del prezzo della benzina non accenna a placarsi. Quest’oggi in Svizzera il costo della senza piombo 95 tocca i 2,14 franchi al litro, la 98 a 2,25, mentre il Diesel prosegue la sua impennata da primato a 2,46 franchi al litro. A drizzare le orecchie sul tema è la Lega dei Ticinesi che attraverso una mozione lanciata dal consigliere nazionale Lorenzo Quadri sollecita il Consiglio federale. “C'è motivo di preoccupazione sia per i cittadini ma anche per gli artigiani, le PMI e l'economia”, ci dice Quadri. “Io ritengo che un qualche intervento ci voglia perché il potere d'acquisto dei cittadini si riduce sempre di più e vediamo che numerosi Paesi europei, a partire dall'Italia, applicano questi sconti sulla benzina per venire incontro ai consumatori.

La mozione al Consiglio federale

Come dicevamo, è la Lega a mettere sotto i riflettori il tema. Un’azione incrociata. Infatti, il Movimento di via Monte Boglia si è mossa anche nei confini cantonali con una mozione rivolta al Consiglio di Stato: “Benché la fiscalità sui carburanti sia principalmente di competenza federale”, scrive la Lega “il Cantone dispone di strumenti fiscali e di politica economica attraverso i quali può attenuare l’impatto del rincaro”. Nel concreto: deduzioni fiscali cantonali per le spese professionali di trasporto, contributi per PMI e una riduzione temporanea dell’imposta della circolazione. All’ombra di Palazzo federale invece, l’intervento chiesto è più ampio. Il prezzo della benzina è dato dal mercato del greggio a cui si aggiunge, il trasporto, la tassa sugli oli minerali e l’IVA. Da qui, Quadri vede il margine di manovra della Confederazione soprattutto sugli ultimi due fattori. “Sul carburante la Confederazione opera un importante prelievo fiscale”, sostiene Quadri. “Sono circa 77 centesimi tra dazi e sovradazi, più l’IVA; quindi, in totale arriviamo a circa un prelievo di 90 centesimi al litro. La Confederazione dovrebbe semplicemente rinunciare temporaneamente ad una parte degli introiti fiscali derivanti dalla benzina, quella parte che finisce nelle sue casse generali e quindi non è vincolata all'utilizzo legato al finanziamento delle infrastrutture autostradali o ai trasporti”.

 

...e sul trasporto pubblico

Una problematica condivisa, se così si può dire, anche a sinistra, ma per il Consigliere nazionale PS Bruno Storni, però, bisogna agire diversamente e puntare sul traporto pubblico. “Pare sia difficile se non impossibile ridurre l'IVA e anche le tasse sugli oli minerali e il sovraddazio. Io 4 anni fa avevo proposto di fare in modo che quello che la Confederazione guadagna in più dalle entrate dell’IVA, ridistribuirlo alla popolazione con una riduzione dei titoli di trasporto pubblico”. Misure, per Storni, che vengono periodicamente bocciate da chi ora solleva il problema: “Coloro che chiedono alla Confederazione di intervenire per compensare l'aumento del costo della benzina, sono poi i medesimi che bocciano le facilitazioni sul trasporto pubblico”. Per Quadri però, le due realtà, trasporto pubblico e mobilità privata devono coesistere: “Purtroppo, è facile girarla ideologicamente sul trasporto pubblico pensando che si possa fare a meno della mobilità privata. Non è così. Bisogna anche smettere di mettere in contrapposizione la mobilità privata con il trasporto pubblico, perché sono due necessità che devono coesistere e che devono avere almeno pari dignità”.