
Per ora il carbone è un male necessario. La pensa così il Partito Popolare Democratico che stamattina ha illustrato la sua visione in materia energetica. Il che nel concreto, attualmente, si traduce in una campagna a sostegno del controprogetto Lünen, che approderà in parlamento nelle prossime settimane. Il controprogetto all’iniziativa dei Verdi che chiede all’Azienda Elettrica Ticinese di rinunciare al carbone e di ritirarsi entro il 2015 dal progetto della centrale tedesca di Lünen. A quest’iniziativa i popolari democratici dicono di no e sfoderano il controprogetto. Chiede sì all’Azienda Elettrica di rinunciare a nuovi investimenti nel carbone, in Svizzera e all’estero. Ma propone soluzioni diverse dalla strategia dei Verdi per quanto riguarda l’affare già avviato dall’AET con la centrale di Lünen. A partire dai tempi della ritirata. Il controprogetto infatti propone di lasciare più tempo per uscire dall’affare tedesco. Una 20ina d’anni. Perché, dice il PPD, uscendo troppo in fretta l’azienda accuserebbe perdite milionarie. La visione dei popolari democratici non è dunque quella di un rifiuto categorico al progetto di sfruttamento del carbone. Il punto è che le energie rinnovabili vanno incrementate gradualmente e nel frattempo si impone un mix energetico che non può prescindere dai combustibili fossili. E comunque, ha aggiunto il deputato Fabio Regazzi, nel controprogetto è prevista la creazione di un fondo che andrà a sostenere le energie rinnovabili. Un altro argomento forte con cui il controprogetto affronta la sua battaglia, in parlamento dapprima e poi alle urne. Matteo Bernasconi
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