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Ticino
Carbone: ci vuole un supplemento di perizia
Redazione
16 anni fa
La Commissione energia ha assecondato i desiderata del governo a favore di un approfondimento della perizia di Auer

Visto ve lo avevamo detto. In commissione energia è scoppiata la bagarre, la prima dell’ultimo trimestre di legislatura. Dopo un serrato dibattito e con un risicato margine, 8 a 7, alla fine la Commissione energia ha assecondato i desiderata del governo pronunciandosi a favore di un approfondimento della perizia del professor Auer sull’iniziativa "Per un’AET senza carbone". Iniziativa lanciata dai Verdi e sostenuta da Lega e partito socialista. Come avevamo riferito nell’edizione di ieri su Teleticino, il governo aveva indirizzato una lettera ai commissari rilevando che- citiamo- “In base agli accordi contrattuali la cessione della partecipazione di AET alla centrale di Lünen non dipende solo dalla volontà dell’azienda. È infatti necessaria l’approvazione della maggioranza dell’assemblea dei soci. Di qui la richiesta di chiedere ad Auer un ulteriore parere su questo punto. Richiesta, come detto, accolta dalla maggioranza della commissione, ovvero liberali e pipidini. Alla domanda se non sia mero tatticismo pre-elettorale il popolare democratico Fabio Regazzi replica che “queste sono solo speculazioni. Vista l’importanza della questione, occorre approfondire tutti i suoi aspetti”. Una decisione che ha mandato su tutte le furie il presidente della commissione Rodolfo Pantani, che accusa il governo di debolezza e il Gran consiglio di essere poco coraggioso. Contrari anche socialisti. Lapidario Werner Carobbio che riassume la diatriba in due semplici parole: problema politico. Il nocciolo infatti sta nel capire cosa si intende fare sul tema del carbone, il resto è solo un modo per prendere tempo, dato che il complemento di perizia richiesto, non cambia la sostanza del problema. Ancora più tagliente Nenad Sojanovic, che accusa il governo di scorrettezza e di non avere il coraggio di presentarsi davanti alla popolazione con una sconfitta, proprio alla vigilia delle elezioni. Appresa la notizia, il coordinatore dei Verdi Sergio Savoia si è detto pronto a scendere in piazza e non usa mezzi termini nei confronti della ministra delle finanze Sadis: “ci ha mentito e non è nemmeno la prima volta. Il governo ci aveva garantito che l’AET avrebbe potuto uscire dall’affare quando voleva, ora scopriamo che non è così”. Accuse respinte al mittente dalla Consigliera di Stato, che ribadisce di essere stata sempre chiara sulla questione, ossia che si sarebbe potuto uscire dall’affare quando si voleva fino a dicembre, dopodiché i termini sarebbero cambiati. La sola cosa che si chiede ora è di valutare meglio la questione in tutta la sua globalità. Quanto all’accusa di voler tergiversare sul voto, la Sadis la definisce una speculazione pre-elettorale. AVA

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