
Se la sponda destra del Bellinzonese non dice molto al di fuori dei nostri confini, per il ponte tibetano ‘Carasc’ è tutto un altro discorso. Da quando è stato costruito è entrato di diritto tra le principali attrazioni turistiche del Cantone, attirando circa settantamila visitatori all’anno. Ma ora la regione che va da Gorduno a Gudo vuole guardare avanti e spiegare al mondo che oltre al ponte ha molto altro da offrire.
“Abbiamo dei percorsi eccezionali e dei luoghi come Curzutt e San Bernard che sono dei monumenti storici culturali importarti, abbiamo la filiera di prodotti, penso ai vigneti e alle cantine dei produttori di vino locali. Credo che il nostro territorio abbia moltissimo da offrire”, ha spiegato il presidente dell’Ente autonomo Carasc Riccardo Calastri a TeleTicino.
Anche perché a Monte Carasso e dintorni si è realisti, il successo del ponte tibetano prima o poi si ridimensionerà. “Tutte queste infrastrutture godono per un certo periodo dell'effetto novità e bellezza, ma nel tempo bisogna immaginarsele come delle attrazioni che potrà essere trovata altrove”, ha sottolineato Siegfried Alberton, professore SUPSI e responsabile del Centro di competenze inno3.
Ecco perché l’ente autonomo Carasc ha presentato oggi il nuovo masterplan regionale, creato grazie al supporto della SUPSI. Un documento che vuole coordinare le offerte della regione per non gettare al vento il tesoretto di fama ottenuto grazie al ponte.
Tante le sfide, tante le idee, si va dalla creazione di nuovi sentieri, alla valorizzazione di quelli presenti, dalla creazione di un marchio regionale per i prodotti fino alla realizzazione di nuove strutture di accoglienza. Ma il masterplan è un aiuto soprattutto per chi, pubblico o privato, vuole gettarsi in una nuova impresa.
"Quando qualcuno ha un progetto o un'idea può comunicarlo all'Ente autonomo per valutare se sia possibile realizzarlo in un contesto più ampio in modo da evitare che rimangano iniziative isolate" ha spiegato Alberton.
Come ha sottolineato Calastri, “il ponte è stata la scintilla che ci ha permesso di vedere quante attività che esistono sul territorio”. Ora però è venuto il momento di intraprendere un progetto di più ampio respiro.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del TG di TeleTicino
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