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Ticino
"Cara Nadia Ghisolfi..."
"Cara Nadia Ghisolfi..."
"Cara Nadia Ghisolfi..."
Redazione
11 anni fa
Manuele Bertoli replica alla deputata PPD. "Credo sia lei ad avere qualche problema con la verità"

Non si è fatta attendere la replica del consigliere di Stato Manuele Bertoli alle accuse lanciategli dalla deputata PPD Nadia Ghisolfi sulle pagine de La Regione.

"Il capo del DECS ha un rapporto problematico con la verità" scriveva Ghisolfi, accusando Bertoli di fare il furbo e di agire contro la volontà del Gran Consiglio.

"Gentile deputata Ghisolfi, inversamente a quanto ha scritto, credo sia lei ad avere qualche problema con la verità" le risponde il ministro.

"Riprendo i due esempi che mi concernono di cui lei ha riferito a metà, dimenticando quel che probabilmente non le faceva comodo" scrive Bertoli nella sua risposta. "Prima questione, Fondo della formazione professionale. Nel messaggio sul Preventivo 2014, se lo si legge, è indicata chiaramente (misura 25 di competenza CdS) la volontà di ridurre il finanziamento cantonale ai costi salariali dei corsi interaziendali della formazione professionale facendo scattare l’automatismo secondo cui tali oneri vengono coperti dal fondo. Questo perché il fondo, nato nel 2010, tra il 2010 e il 2013 aveva accumulato riserve cospicue, che devono essere spese per la formazione professionale e non lasciate lì a maturare interessi. Tutto nero su bianco e trasparente, a volerlo leggere, ovviamente."

"Contrariamente a quel che lei sostiene" prosegue il direttore del DECS, "i soldi del fondo sono denaro pubblico a tutti gli effetti, previsto da una legge cantonale per scopi precisi, legge che tra l’altro ho contribuito in prima persona a creare essendo stato, prima di entrare in Consiglio di Stato, primo promotore dell’iniziativa popolare che ha portato all’istituzione dello stesso fondo. Il nuovo regolamento che lei cita, del luglio 2015, riprende quanto già attuato nel 2014, come esposto a chiare lettere nel Preventivo, mentre il regolamento del fondo, da lei citato in Gran Consiglio, si occupa d’altro ed io non ho mai proposto di modificarlo. Non c’è quindi alcun disimpegno in questo settore da parte del Cantone, come le ho scritto personalmente dopo il dibattito parlamentare, ma forse non ha letto nemmeno questa lettera."

"Seconda questione, docente di appoggio per le pluriclassi elementari con tre o più classi" scrive ancora Bertoli. "Il regolamento che abbiamo corretto aveva ripreso la norma precedente, che diceva testualmente che “il docente di appoggio coadiuva il docente titolare di una sezione con tre o più classi”. Siccome una norma che andava bene prima del mio arrivo al DECS ora improvvisamente non va più bene l’abbiamo corretta, anche se forse i genitori degli allievi delle triclassi e pentaclassi elementari (sono oggi 21 su 806) sarebbero sollevati nel non vedere i docenti di queste classi impegnative lasciati da soli, costretti a farsi trini o quintupli."

"L’abbiamo spiegato nella risposta all’interrogazione Polli/Franscella, come abbiamo spiegato che in nessun caso la scelta del docente di appoggio è stata forzata, visto che il compito dell’autorità cantonale è quello di accompagnare gli enti locali nelle loro scelte pur facendo presenti i criteri di qualità da rispettare allo scopo di offrire una scuola all’altezza del suo compito" conclude Bertoli. "Ma forse, anche qui, la risposta non è stata letta."

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