
Ieri abbiamo pubblicato la notizia concernente la richiesta del Municipio di Capriasca di un credito di 661'190.00 franchi per posare dei prefabbricati provvisori destinati agli allievi della pieve capriaschese. Il tema ha suscitato un dibattito nella regione e, se da un lato c’è chi è sfavorevole al progetto, dall’altro c’è chi lo trova interessante e lo vede di buon occhio.
Secondo Moreno Petralli, insegnante dell’Istituto scolastico della Capriasca (ISC) infatti, “se vengono considerate le ragioni e i motivi pedagogico-didattici del progetto, che non devono avere nulla a che vedere con quelli politici, ci si accorgerà che il progetto garantisce una qualità d’insegnamento superiore.”
Petralli afferma di essere anch’egli affezionato alle strutture scolastiche dislocate nei paesi della Capriasca: “sono di Corticiasca, e so cosa significa avere degli istituti scolastici di prossimità, ma all’ora attuale questo progetto è essenziale per il prosieguo e il miglioramento degli aspetti pedagogici e didattici del nostro insegnamento. Inoltre non va dimenticato che le strutture delle sedi nei vari paesi sono precarie.” Inoltre secondo il nostro interlocutorie, i prefabbricati destinati ora al primo ciclo SE, potrebbero poi in futuro essere utilizzati come aule per le scuole che soggiornano in Capriasca durante le settimane verdi.
Aspettando di vedere il risvolto del dibattito, Petralli si congeda ricordando conciliante che “la scuola la fanno docenti, genitori e allievi. Le strutture sono relative.”
L’idea di Petralli non è comunque isolata. Infatti l’intero Collegio docenti in una presa di posizione del 12 aprile 2015, si dice favorevole al progetto: “Per noi docenti tisulta difficile addentrarci negli aspetti di natura politica e finanziaria legati alla logistica, ma teniamo a sottolineare che le attuali sedi sono ormai vetuste e comportano vari disagi per gli allievi. Saremmo quindi contenti di poter lavorare nei nuovi prefabbricati più ampi e nuovi, noncé usufruire dei vantaggi di una situazione centralizzata."
Nel documento troviamo i punti essenziali che, secondo i docenti, rendono la proposta del Municipio positiva dal punto di vista pedagogico-didattico.
"Avere tutte le prime elementari raggruppate sotto un solo tetto permetterebbe alla Direzione, contrariamente a quanto accaduto finora, di basarsi su diversi criteri di scelta nell'ambito della formazione delle classi, evitando così l'inserimento nel medesimo gruppo di allievi che per molteplici ragioni dovrebbero essere separati rispetto al loro precedente collocamento nella scuola dell'infanzia. Si potrebbe così agire sulla falsariga di quanto già avviene da anni nell'ambito della formazione delle classi alla vicina Scuola Media;"
"la possibilità per i docenti di educazione fisica di meglio suddividere la griglia oraria delle classi del primo ciclo, suddividendo le due lezioni di una UD (45 min) contrariamente a quanto accade attualmente con 2 UD settimanali concentrate in un'unica volta;"
"con le classi del primo ciclio centralizzate si andrebbe a diminuire, e di molto, il tempo trascorso dagli allievi sui bus durante il percorso casa - scuola e viceversa che attualmente si aggira sui 30 minuti a tratta per le sedi più dislocate;"
"inoltre delocalizzare le sedi potrebbe anche voler dire istituire nuovamente delle pluriclassi per riuscire a ottenere un numero di allievi che rispetti quanto previsto dalla legge. A tal proposito si ricorda che prima della fusione in Capriasca, proprio per meglio gestire il numero degli allievi e poter formare delle monoclassi, era tra l'altro stato realizzato l'Istituto scolastico Unico (ora ISC)."
Il testo si conclude riflettendo sulla funzionalità del progetto proposto dal Municipio, in relazione al progetto "La scuola che verrà". Docenti e allievi dovranno infatti poter collaborare con facilità alfine di poter sfruttare e mettere in atto pienamente le idee e gli approcci pedagogici proposti dal documento cantonale, e questo sarà reso possibile soltanto grazie all'unificazione delle sedi del Comune.
SF
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