
Non passa anno senza che si leggano sui social meme e polemiche sul consumo dei capretti per Pasqua. Non fa eccezione il Ticino, con i ristoratori che seguono strade a volte agli antipodi per i loro menù pasquali...
Antonio Robbiani, gestore Grotto SbardellaNoi di certo prepareremo come da tradizione il capretto nero della Verzasca. Io peraltro non mangio carne, ma sono un ristoratore e non voglio far rinunciare i miei clienti a questo piatto che dimostrano di apprezzare molto. Trovo che le polemiche sul consumo di capretti siano piuttosto sterili, anche perché spesso chi critica poi mangia conigli o polli che vengono trattati peggio dei capretti, i quali nel limite del possibile vengono accuditi bene. Critiche che peraltro credo che non solo non abbiano disincentivato il consumo, ma anzi hanno dato ancora più visibilità a questo prodotto di qualità, dato che le richieste sono in costante aumento.
Silvia Arrighi, chef vegana MelamangioOvviamente per la nostra filosofia non prepareremo il capretto ma opteremo per un brunch vegano. Le tradizioni sono importanti, ma non ci interessano se queste comportano violenza sugli animali. Secondo me a Pasqua, anziché criticare l'uccisione di capretti per poi mangiare altri tipi di carne, cosa che trovo piuttosto ipocrita, chi vuole potrebbe provare qualcosa di alternativo, come uno strudel di verdure e legumi o l'arrosto di sedano rapa. Oppure, se proprio volete qualcosa di semplice da preparare, un seitan accompagnato da patate al forno. Vi assicuro che anche se siete onnivori avrete un pranzo pasquale gustoso: a volte è bello lasciare da parte la tradizione e provare nuove strade!
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

