
Quando sopraggiunge la seconda serata e oltre, il sabato di RaiUno si apre al mondo della celluloide, visitandone i meandri e spulciando tra le sue diverse sfumature.
Quella è l'ora di "Cinematografo", il fortunato format sulla settima arte confezionato e condotto da Gigi Marzullo: tra le colonne della trasmissione c'è anche e soprattutto Valerio Caprara.
Barba da intellettuale e sorriso vispo, il famoso critico cinematografico del Mattino di Napoli fa un po' da contraltare alle recensioni concilianti di Ornella Sgroi e a quelle molto sferzanti di Massimo Bertarelli.
Ma non per questo è un cerchiobottista, anzi: pane al pane, vino al vino, il tutto condito da una grande competenza.
Caprara - con la simpatia partenopea che lo contraddistingue - ha raccontato a Tinews il suo personalissimo 68. Festival del Cinema di Locarno.
Lo ha fatto sotto i portici di Piazza Grande, prima di una cena con gli amici, e con molta spontaneità. Non sono mancati neanche gli "imprevisti", ma è il bello della diretta...
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CaSco
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