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"Caprara e la spartizione delle poltrone dell’EOC"
"Caprara e la spartizione delle poltrone dell’EOC"
"Caprara e la spartizione delle poltrone dell’EOC"
Redazione
7 anni fa
L'MPS chiede lumi al Governo sulla procedura di selezione dei candidati per il CdA dell'Ente ospedaliero

L'intervento del presidente PLR Bixio Caprara all'indomani del voto in Gran Consiglio sulle nomine del Consiglio di Amministrazione dell'Ente ospedaliero cantonale (EOC) non sono piaciute all'MPS, che in un'interpellanza al Governo chiede lumi sulla prassi della spartizione delle 'poltrone' dell'EOC. Vi riportiamo qui di seguito il testo dell'atto parlamentare: 

"Secondo l’articolo 13 della legge sull’Ente Ospedaliero Cantonale i membri del Consiglio di amministrazione di tale ente sono nominati dal Gran Consiglio su proposta del Consiglio di Stato.Dalle affermazioni fatte da Bixio Caprara lo scorso 15 ottobre 2019 davanti al Gran Consiglio parrebbe di capire che, in realtà, le cose non stiano proprio così e che la scelta dei membri del CdA dell’EOC spetterebbe, quasi di diritto verrebbe da pensare, almeno per due dei sette seggi, al PLRT. Afferma infatti, il presidente del PLRT:“Il nostro partito … era nella condizione di dover sostituire un rappresentante, dato che un proprio membro del CdA non era più disponibile. Abbiamo proposto un profilo, l’avvocato Andrea Bersani… Un profilo che accompagna e completa il secondo nostro rappresentante, un medico di indubbia esperienza, il dottor Mariani…”.

La lingua e la grammatica italiana non lasciano spazio a dubbi interpretativi: espressioni quali “un proprio membro…”, “il secondo nostro rappresentante” significano che il PLRT e il suo presidente guardano a questi consiglieri di amministrazione come rappresentati del PLRT in seno al Consiglio stesso.

Siccome non siamo caduti dal seggiolone da piccoli, sappiamo benissimo che le cose in questo Cantone vanno, da sempre oseremmo dire, in questo modo e che i partiti politici che gestiscono questo paese hanno sempre applicato questi metodi di spartizione (lo schema 2-2-1 ha imperato per decenni).

Si abbia allora il coraggio di dirlo e di formalizzarlo. Inutile quindi far riferimento all’“indipendenza” e alla “competenza” dei consiglieri di amministrazione quando, tutti sanno e tutti vedono, si tratta di “rappresentanti” dei partiti, sentiti come tali dai partiti (e le parole di Caprara, nella loro disarmante e arrogante schiettezza, lo confermano).

Da parte sua Bersani intervistato dalla Regione (15 ottobre 2019) conferma tale procedura: “Mi era stato chiesto dal PLRT se fossi disponibile e ho risposto affermativamente…”.

Questa procedura d’altronde pone anche un problema di funzionamento delle istituzioni parlamentari. Infatti l’attuale legge riserva il “diritto di proposta” per l’elezione dei membri del CdA dell’EOC al solo Consiglio di Stato. Ai sensi della lettera dell’art. 13 i membri del Gran Consiglio non hanno diritto di proporre un consigliere di amministrazione non presente nella lista presentata dal governo.Ora, vista questa forte limitazione, appare discutibile che il governo “appalti” questa sua prerogativa ai partiti (e non a tutti: pensiamo che alcuni partiti non siano stati coinvolti in questa procedura di scelta dei candidati), limitandosi di fatto a fare il passacarte tra le indicazioni dei partiti e le proposte presentate al Gran Consiglio.

Un minimo di decenza istituzionale vorrebbe che, dato l’attuale tenore della legge, il Consiglio di Stato si rivolgesse a tutti i partiti presenti in Gran Consiglio e chiedesse loro di esprimere dei candidati (magari motivandone “il profilo” al di là della tessera di partito che hanno in tasca) a partire dai quali poi formulare la propria “proposta” al Gran Consiglio.

Caprara, nel suo intervento, ha però detto anche altro. In particolare ha espresso strane frasi, non facili da contestualizzare e decifrare: “il comportamento di un certo numero di deputati, che si sono astenuti dal voto accomunandolo a una valutazione dell’operato del Presidente del CdA, facendo di ogni erba un fascio e senza esprimere alcuna critica giustificata, non depone a favore della correttezza e del rispetto delle procedure di questo Parlamento. Una delle forze del nostro Paese è sempre stata la concordanza, intesa come la capacità di rispettare i rispettivi ruoli e le procedure pattuite a favore di soluzioni condivise. Se il Presidente dell’EOC che vi rappresenta non vi andava, ci si poteva impegnare diversamente per trovare delle alternative.”

Sorprende che il presidente del Gran Consiglio, così come altri, sempre pronto a bacchettare le interrogazioni e gli interventi dei rappresentanti dell’MPS, ritenute eccessive nella forma e “non in linea” con quella che viene considerata l’”etichetta” parlamentare, non abbia sentito il dovere di richiamare un parlamentare che si permette di accusare i colleghi e le colleghe di mancare di “correttezza” e di “rispetto” nei confronti del Parlamento solo perché hanno deciso di astenersi sul nome di alcuni candidati proposti dal governo (si noti l’utilizzo di un termine come “rispetto” che potrebbe prestarsi ad esegesi interessanti…).

Alla luce di queste brevi considerazioni e ricordando comunque che il nostro punto di riferimento in materia resta l’iniziativa parlamentare che abbiamo presentato proprio nel corso della seduta parlamentare alla quale si fa riferimento in questa interrogazione, ci permettiamo di formulare alcune domande al Consiglio di Stato:

1. Sulla base di quali disposizioni di legge il governo chiede solo ad alcuni partiti e non a tutti i partiti presenti in Gran Consiglio di indicare nominativi per il CdA dell’EOC?2. Afferma Caprara, smentendo la legge, che il suo partito “ha proposto…”: è al Consiglio di Stato che il PLRT ha proposto dei nominativi? Se questo è avvenuto (e se quindi il Consiglio di Stato non pensa di dover smentire Caprara) come è avvenuta questa proposta?3. Questa procedura è stata la stessa anche per gli altri partiti?4. Non pensa che sarebbe più onesto e trasparente modificare l’art. 13 dell’EOC inserendo, lo diciamo a titolo puramente esemplificativo, una formulazione del tipo “i membri del Consiglio di amministrazione sono nominati dal Gran Consiglio su proposta dei partiti di governo…”."

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