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Ticino
Cappellano in manette, scatta l'interpellanza: "Serve un obbligo di segnalazione immediata"
©Gabriele Putzu
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Redazione
2 anni fa
I deputati del Movimento per il Socialismo Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini pongono tre domande al Consiglio di Stato in merito al caso del Cappellano del Collegio Papio di Ascona. Lo fanno in un'interpellanza inoltrata quest'oggi.

Tre domande per fare chiarezza "sulla vicenda che vede coinvolto un importante personaggio della Chiesa ticinese". È quanto fatto dai deputati del Movimento per il Socialismo Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini nell'interpellanza inoltrata quest'oggi al Consiglio di Stato. "L’ennesima vicenda di abusi sessuali nella Chiesa ticinese, emersa in questi giorni, ripropone la questione dei rapporti tra autorità religiose e autorità giudiziaria", scrivono Sergi e Pronzini, i quali sottolineano come, a loro conoscenza, "la è regolata, dal punto di vista legislativo, solo dall’art. 7 della Legge sulla Chiesa cattolica che prevede un Obbligo di notifica dell’Autorità giudiziaria, così formulato: 'Il procuratore pubblico notifica all’Ordinario, al più presto ma al massimo entro tre mesi dall’apertura dell’istruzione, l’esistenza di un procedimento penale a carico di un ecclesiastico, ad eccezione dei casi senza rilevanza per la funzione'". I due interpellanti sottolineano inoltre come "non vi sono, per contro, indicazioni sul processo inverso, e cioè su modi e tempi con i quali l’autorità religiosa – avute notizie su atti commessi da un membro del clero non conformi alle regole della Chiesa, ma anche alle leggi civili – debba comunicarlo all’autorità giudiziaria civile".

"Quanto affermato non permette di fare chiarezza"

La questione, si legge nell'atto parlamentare, "sembra essersi posta proprio in questi giorni, relativamente alle accuse che gravano sul cappellano del collegio Papio e responsabile dell’insegnamento religioso nelle scuole cantonali nei confronti dei quali la Procura ha aperto un’inchiesta. Il comunicato della Curia informa che l’amministratore apostolico Monsignor Alain De Remy ha  ricevuto personalmente una segnalazione e che questa è stata trasmessa agli organismi giudiziari 'dopo un attento esame ed accompagnamento da parte della Commissione di esperti in caso di abusi sessuali in ambito ecclesiale'. Si tratta di una formulazione che non permette di fare chiarezza sui tempi trascorsi tra la notizia di possibili abusi (e quindi di un reato) e la comunicazione alle autorità giudiziarie". Dalla dinamica dei fatti, continuano Sergi e Pronzini, "sembrerebbe che sia trascorso un certo intervallo tra la ricezione delle segnalazione e la notifica all’autorità giudiziaria".

Le domande poste al Consiglio di Stato

Tre, come scritto, le domande contenute nell'interpellanza inoltrata al Consiglio di Stato: "Quanto tempo è passato tra la segnalazione fatta all’autorità ecclesiale e la segnalazione all’autorità giudiziaria?; In cosa è consistito (quanto è durato e come si è svolto) questo lavoro di “attento esame ed accompagnamento da parte della Commissione di esperti in caso di abusi sessuali in ambito ecclesiale?; Non ritiene di dover proporre una modifica della Legge sulla Chiesa cattolica, prevedendo un secondo paragrafo dell’art. 7 che istituisca un obbligo di segnalazione immediata all’autorità giudiziaria da parte dell’autorità religiosa qualora venisse a conoscenza di comportamenti non conformi alla legge da parte di un membro del clero?".