
A una settimana dall’apertura ufficiale del Rabadan 2026, le sensazioni sono positive: la prevendita dei biglietti procede a ritmo sostenuto e il corteo della domenica si annuncia come il più grande degli ultimi anni, con 55 presenze e oltre 3'200 figuranti. «Se il buongiorno si vede dal mattino, possiamo essere ottimisti», spiega il presidente della Società Rabadan Giovanni Capoferri a Ticinonews. Resta però un’incognita fondamentale: «Siamo molto legati al tempo. Se piove per due giorni, tutto cambia», ammette, confessando però di non guardare le previsioni fino all’ultimo, per pura scaramanzia.
Sicurezza rafforzata dopo Crans-Montana
Il dramma di Crans-Montana ha avuto ripercussioni anche sul mondo dei carnevali, portando a un rafforzamento delle misure di sicurezza. Al Rabadan, tuttavia, il tema non è nuovo. «Da oltre dieci anni adottiamo misure antincendio rigorose: tendine e capannone principale vengono regolarmente collaudati e ispezionati», sottolinea Capoferri. Quest’anno sono stati introdotti ulteriori accorgimenti, in particolare sul fronte della formazione. Sabato scorso si è svolto un primo corso sull’uso dei mezzi di spegnimento di primo intervento, aperto anche agli esercenti. La partecipazione, riferisce Capoferri, è stata «superiore alle aspettative». Un secondo corso, dedicato alle procedure di evacuazione, si terrà nei prossimi giorni ed è rivolto ai responsabili delle tendine e del capannone.
Le polemiche con gli esercenti
Non sono mancate le polemiche, legate all’obbligo – deciso dal Municipio – di impiegare almeno due agenti di sicurezza nei bar del centro storico durante il carnevale. Un provvedimento contestato da alcuni esercenti, che avevano presentato un reclamo poi respinto. «È una decisione presa autonomamente dal Municipio, sulla quale la società Rabadan non entra nel merito», precisa Capoferri, respingendo anche le accuse di concorrenza sleale. «Gli esercenti beneficiano ampiamente del Rabadan. Da parte nostra abbiamo messo a disposizione, a nostre spese, i corsi di formazione. Più di così non possiamo fare».
Apertura in Piazza Collegiata con un nuovo sovrano
Novità anche per la cerimonia d’apertura, che quest’anno si terrà in Piazza Collegiata e non più in Piazza Nosetto. Una scelta legata sia all’incoronazione del nuovo re, della regina e della corte, sia a motivi di spazio: «Piazza Collegiata permette a molte più persone di assistere a un momento molto sentito dalla popolazione», spiega Capoferri. Il cambio di sovrano – che aveva fatto discutere e dato origine a una petizione a favore del precedente re – resta una scelta confermata. «Dopo dodici anni era giusto cambiare. La decisione è stata presa e siamo convinti che sia stata quella giusta».

