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Capitolo chiuso sulla vicenda del Grotto Caprino?
Capitolo chiuso sulla vicenda del Grotto Caprino?
Capitolo chiuso sulla vicenda del Grotto Caprino?
Redazione
10 anni fa
Chiesti i danni a Gerry e Sara Beretta-Piccoli dopo i dubbi sollevati sulle "luci rosse", ma tutto pare essersi risolto

"Tutto a posto al Grotto Caprino?" è quanto avevano chiesto i consiglieri comunali Sara Beretta Piccoli (PPD) e Fausto "Gerry" Beretta Piccoli (Verdi) nel luglio del 2015 al Municipio di Lugano. Un'interrogazione inoltrata per avere conferma o smentita di alcune voci che erano circolate sul locale, che aveva immediatamente suscitato le reazioni sdegnate dei proprietari Pier Franco Castelli e Karin Borradori Castelli, i quali avevano annunciato una querela e la richiesta di un risarcimento pari a 200'000 franchi "per il danno d'immagine e anche economico".

I due consiglieri comunali, ricordiamo, avevano chiesto informazioni sulla presenza nel locale (anche in qualità di promotore) dell'ex re della movida luganese Tito Bravo - oggetto di un decreto di espulsione dalla Svizzera poi revocato dal Tribunale federale - e sulla presenza di controlli nei locali circa il possibile esercizio della prostituzione.

Nel loro fulmineo comunicato i due Castelli avevano stroncato sul nascere tutte le loro domande e il 29 luglio erano immediatamente scattati i controlli - con esito negativo - da parte della polizia, dell'ufficio dell'igiene e della Teseu.

Gerry Beretta Piccoli non si era scomposto e aveva ribadito la legittimità dell'interrogazione: "Abbiamo fatto delle domande, come è nostro dovere in qualità di consiglieri comunali in uno stato democratico. Non ci sembra proprio che la nostra interpellanza sia da denuncia".

Ma la denuncia e le richieste di risarcimento sotto forma di precetti esecutivi, ci confermano i due Beretta Piccoli, non sono mai arrivati. Capitolo definitivamente chiuso? È quello che si augurano tutti, a più di un anno di distanza.

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