Medio Oriente
Capitali e persone in fuga da Dubai, il ruolo del Ticino. Petruzzella: «Ci sarà un movimento nei prossimi mesi»
Redazione
26.03.2026 21:01

Foto: © Shutterstock
Guerra in Medio Oriente, Dubai sotto pressione: fuga di capitali e talenti già iniziata. Per Alberto Petruzzella il Ticino può intercettarne una parte ma deve preservare le sue condizioni quadro
In attesa di
punti di contatto tra le parti per porre fine alla guerra in Medio Oriente,
anche nelle ultime ore sono continuati gli attacchi. Al di là della cronaca,
oggi il Corriere del Ticino si è soffermato su una possibile conseguenza: la
probabile, e in parte già cominciata, fuga di capitali e persone dagli Emirati.
Un articolo in cui si esplora anche la possibilità che questo avvenga più verso
l’Asia che verso l’Europa. E noi abbiamo affrontato la questione con il
presidente dell’Associazione Bancaria Ticinese Alberto Petruzzella, al quale
tanto per cominciare abbiamo chiesto: assisteremo davvero a una fuga in massa
da Dubai? «La piazza finanziaria di Dubai avrà un contraccolpo, perché
una piazza finanziaria vive delle persone che ci lavorano: banker, avvocati,
fiduciari», ci spiega. «Penso che tante persone si domanderanno se vogliono
continuare a vivere e lavorare in una zona potenzialmente pericolosa». Per
Petruzzella, lo stesso discorso lo si può fare per chi oggi ha il domicilio lì «perché
approfitta di un quadro fiscale interessante, in una città che sicuramente si è
molto sviluppata. Penso a queste persone, che al momento se sono andate da
un’altra parte e tante si domanderanno se in futuro vogliono continuare a
vivere lì o se vogliono andare da qualche altra parte. Quindi, sicuramente, ci
sarà un movimento nei prossimi mesi».
L’esodo
Un esodo nel
medio termine, dunque. Persone e capitali potrebbero arrivare in Ticino, e a
che condizioni? «Io penso di sì, perché non dobbiamo aspettarci che
tutti coloro che sono a Dubai finiscano in Svizzera, o in Ticino. A noi basta
che ce ne sia qualcuno che venga e quindi, se c’è un’affinità magari culturale
e linguistica — sappiamo che ci sono tanti italiani, ad esempio, a Dubai —
abbiamo delle chance di farli venire da noi». Il presidente dell’Associazione
bancaria ticinese ha poi proseguito sottolineando che a suo dire dobbiamo «essere
accoglienti e avere delle buone condizioni quadro — e le abbiamo —, ma
soprattutto dobbiamo fare attenzione che queste condizioni quadro, in
prospettiva, non peggiorino. La qualità di vita, la possibilità di avere scuole
internazionali, il fatto che siamo vicini a una metropoli come Milano: le
condizioni quadro positive del Ticino le conosciamo». Petruzzella ha poi
spiegato che a causa dei problemi finanziari del nostro Cantone «dovremmo
evitare di farci vedere con qualche idea strana sotto il profilo fiscale che
faccia pensare a queste persone che le condizioni nei prossimi anni vadano a
peggiorare e non a restare quantomeno stabili»
Verso una concorrenza con l’Asia?
A Petruzzella
abbiamo anche rivolto un ultimo interrogativo: ovvero se, effettivamente, la
piazza finanziaria svizzera entrerà in concorrenza con quelle asiatiche. «Ssono
già in forte concorrenza, ma Hong Kong – con quello che è successo con la Cina – e Dubai – con quello che sta succedendo adesso – dal mio
punto di vista non saranno mai delle
vere alternative alla piazza finanziaria svizzera. Sono concorrenti temibili e
sicuramente molto importanti, ma noi abbiamo le nostre carte da giocare.
Quindi, se come Svizzera rimaniamo un Paese sicuro, neutrale, dove c’è la
certezza del diritto e una piazza finanziaria professionale, abbiamo tutto quello
che ci vuole per continuare ad avere successo», ha concluso il presidente.

