
In attesa di punti di contatto tra le parti per porre fine alla guerra in Medio Oriente, anche nelle ultime ore sono continuati gli attacchi. Al di là della cronaca, oggi il Corriere del Ticino si è soffermato su una possibile conseguenza: la probabile, e in parte già cominciata, fuga di capitali e persone dagli Emirati. Un articolo in cui si esplora anche la possibilità che questo avvenga più verso l’Asia che verso l’Europa. E noi abbiamo affrontato la questione con il presidente dell’Associazione Bancaria Ticinese Alberto Petruzzella, al quale tanto per cominciare abbiamo chiesto: assisteremo davvero a una fuga in massa da Dubai? «La piazza finanziaria di Dubai avrà un contraccolpo, perché una piazza finanziaria vive delle persone che ci lavorano: banker, avvocati, fiduciari», ci spiega. «Penso che tante persone si domanderanno se vogliono continuare a vivere e lavorare in una zona potenzialmente pericolosa». Per Petruzzella, lo stesso discorso lo si può fare per chi oggi ha il domicilio lì «perché approfitta di un quadro fiscale interessante, in una città che sicuramente si è molto sviluppata. Penso a queste persone, che al momento se sono andate da un’altra parte e tante si domanderanno se in futuro vogliono continuare a vivere lì o se vogliono andare da qualche altra parte. Quindi, sicuramente, ci sarà un movimento nei prossimi mesi».
L’esodo
Un esodo nel medio termine, dunque. Persone e capitali potrebbero arrivare in Ticino, e a che condizioni? «Io penso di sì, perché non dobbiamo aspettarci che tutti coloro che sono a Dubai finiscano in Svizzera, o in Ticino. A noi basta che ce ne sia qualcuno che venga e quindi, se c’è un’affinità magari culturale e linguistica — sappiamo che ci sono tanti italiani, ad esempio, a Dubai — abbiamo delle chance di farli venire da noi». Il presidente dell’Associazione bancaria ticinese ha poi proseguito sottolineando che a suo dire dobbiamo «essere accoglienti e avere delle buone condizioni quadro — e le abbiamo —, ma soprattutto dobbiamo fare attenzione che queste condizioni quadro, in prospettiva, non peggiorino. La qualità di vita, la possibilità di avere scuole internazionali, il fatto che siamo vicini a una metropoli come Milano: le condizioni quadro positive del Ticino le conosciamo». Petruzzella ha poi spiegato che a causa dei problemi finanziari del nostro Cantone «dovremmo evitare di farci vedere con qualche idea strana sotto il profilo fiscale che faccia pensare a queste persone che le condizioni nei prossimi anni vadano a peggiorare e non a restare quantomeno stabili»
Verso una concorrenza con l’Asia?
A Petruzzella abbiamo anche rivolto un ultimo interrogativo: ovvero se, effettivamente, la piazza finanziaria svizzera entrerà in concorrenza con quelle asiatiche. «Ssono già in forte concorrenza, ma Hong Kong – con quello che è successo con la Cina – e Dubai – con quello che sta succedendo adesso – dal mio punto di vista non saranno mai delle vere alternative alla piazza finanziaria svizzera. Sono concorrenti temibili e sicuramente molto importanti, ma noi abbiamo le nostre carte da giocare. Quindi, se come Svizzera rimaniamo un Paese sicuro, neutrale, dove c’è la certezza del diritto e una piazza finanziaria professionale, abbiamo tutto quello che ci vuole per continuare ad avere successo», ha concluso il presidente.

