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Riconoscimenti
Capitale culturale, Badaracco: "Forse si poteva evitare il derby interno", Bison: "Giusto procedere così"
Redazione
2 ore fa
I dossier ticinesi sono stati consegnati completi e in tempo. Sia Lugano che Bellinzona sono tra le quattro finaliste per diventare capitale elvetica della cultura 2030.

Aarau, Thun, Bellinzona e Lugano (insieme a Locarno e Mendrisio). Sono queste le quattro finaliste per la Capitale Culturale Svizzera 2030 i cui dossier sono stati consegnati in tempo e in modo completo all’Associazione nazionale preposta, CCS. Tutto in regola, quindi, per le città ticinesi. "È una buona notizia. All'inizio si parlava di 7/8 città, si vede che diverse hanno rinunciato e alla fine siamo rimasti in quattro, due svizzero-tedesche e due ticinesi, quindi diciamo che il Ticino ha il 50% di possibilità di portare in porto questa candidatura. Sarà stimolante vedere lo sviluppo nei prossimi mesi", dichiara a Ticinonews il capodicastero cultura di Lugano, Roberto Badaracco. Anche a Bellinzona regna la soddisfazione. Indipendentemente dall’esito il lavoro svolto sarà comunque utile alla città, ma in caso di vittoria diventare capitale culturale porterebbe grandi benefici. "Porta sicuramente una visibilità importante, ma ribadisco: non si tratta di un elenco di eventi che si svolgeranno nel 2030 per poi venir smantellati, bensì di un investimento importante che dovrà essere duraturo nel tempo", spiega il capodicastero cultura di Bellinzona Renato Bison.

Occhi sul derby ticinese

Dietro alle candidature c’è un’operazione costosa (tra i 15 e i 20 milioni) che sarà finanziata però solo in parte dai Comuni (Lugano 1,5 milioni, Bellinzona 1,3 milioni), e per il resto da enti pubblici, privati e sponsor. Nel suo dossier Lugano punta sul tris di città ricche culturalmente, su sostenibilità, eventi e salute. Bellinzona sull’ecosistema della città: dando valore al territorio e alle sue chicche. Ma c’è rammarico per la presenza di un derby tutto ticinese? "Sì l'abbiamo detto fin dall'inizio, poi ne abbiamo parlato con Bellinzona e loro in particolare hanno deciso di procedere singolarmente" chiarisce Badaracco, definendola però una "scelta rispettabile. Giocheranno le loro carte fino alla fine. È un po' peccato perché forse questo derby interno si poteva evitare, almeno nei confronti della Svizzera, però potrebbe anche essere di stimolo". Dalla Turrita Bison spiega invece che "abbiamo già avuto modo di esprimerci e parlarne con Lugano, e noi riteniamo tutt'ora che sia giusto e corretto così, perché in questo modo ciascuna Città dà valore al proprio territorio". 

A giugno la decisione finale

La decisione finale sarà annunciata a giugno da una giuria indipendente di esperti, che intanto a marzo visiteranno le città finaliste. Abbiamo quindi chiesto a Badaracco e Bison quale sentimento prevarrà, dovesse vincere l'altra ticinese. "Sicuramente resterà un po' di amaro in bocca", ammette il Luganese. "Ci sarà comunque un sentimento positivo perché avrà vinto una città ticinese e perché ne trarremmo beneficio anche noi", replica il bellinzonese, aggiungendo: "però è chiaro: noi abbiamo inoltrato la candidatura per vincere".