
Il presidente del PLRT Bixio Caprara ha voluto chiarire alcuni punti a proposito del progetto eVita/Città dei mestieri, "in risposta a quanto affermato nelle ultime settimane il presidente PPD" Fiorenzo Dadò. "In 12 anni di Gran Consiglio non ho mai visto pressioni del genere per far approvare un credito", aveva dichiarato ieri al Caffé, mentre venerdì, in un'opinione pubblicata su La Regione, aveva parlato di "un sospetto di aggiramento delle leggi ai danni dell’Ente Pubblico".
"È perfettamente comprensibile la necessità del PPD di distogliere l’attenzione dalle sue 'gabole' cercando a tutti i costi di seminare dubbi e montare un caso che semplicemente non esiste", è la replica di Caprara, che invita i ticinesi "a vedere le cose per quelle che sono".
"A differenza di altri casi qui l'agire è stato trasparente e le decisioni potranno essere prese dal Parlamento serenamente visto che non vi è nessun impegno vincolante preso dal Consiglio di Stato", rammanta ancora il presidenze del PLRT. "Il messaggio governativo è stato discusso e approfondito da un gruppo di 6 deputati (di tutti i partiti presenti in commissione) per oltre 7 mesi, in trasparenza e mettendo sul tavolo tutti gli elementi. Le conclusioni sono state chiare: in primo luogo nessuno discute la qualità o l'interesse per questo stabile; secondo nessuno discute il fatto che i contenuti siano importanti e terzo nessuno discute il prezzo ritenuto appropriato".
"Rimane solo la polemica sul fatto che l'operazione debba o meno essere assoggettata alla Legge commesse pubbliche. Assoggettamento che dipende dall’eventuale assunzione del rischio economico da parte dell’ente pubblico, in questo caso completamente a carico dei privati, e dall’eventuale comanda realizzativa del futuro acquirente - prosegue Caprara - Nel caso in esame i promotori hanno considerato negli affinamenti le ipotesi logistiche necessarie allo Stato quale possibile futuro proprietario (probabile perché è solo il Parlamento che può decidere) non precludendo in ogni caso l’utilizzo dell’edificio per altri eventuali acquirenti. Per capirci parliamo di un investimento netto pari a circa il 2,8% del costo dello stabile: ora da qui a dire che lo stabile intero sia stato eseguito secondo le richieste del possibile acquirente pubblico ce ne corre. In ogni caso i pareri dei giuristi divergono e su 3 giuristi 2 dicono che il modo di procedere è corretto mentre un terzo dice che "si potrebbe propendere per" quindi senza un parere concludente".
Il conclusione il messaggio proposto dal Consiglio di Stato "è chiaro e trasparente" e "ogni aspetto è conosciuto (i promotori, il progetto, i contenuti, il valore economico e la procedura seguita) ed è stato ampiamente approfondito da un sottogruppo della commissione della gestione negli ultimi 7 mesi".
"Nessuno ha messo in discussione la qualità, l'interesse, il prezzo e i contenuti. Le valutazioni giuridiche hanno permesso di capire che non vi è un parere vincolante e univoco, ma si tratta di una ponderazione e di una questione di proporzionalità. Tutti gli elementi rilevanti sono stati sviscerati, si tratta ora in maniera oggettiva di decidere se si ritiene o meno utile e opportuno l'acquisto di questo stabile che consente la riorganizzazione e lo sviluppo di servizi interessanti per la nostra popolazione (in particolare per i giovani). Sarebbe davvero triste se strumentalizzazioni di stampo politico e partitico riuscissero a impedire allo Stato di fare le cose giuste e necessarie", conclude Caprara.
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