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Ticino
Caos musei Torino-Lugano, parla la direttrice del Mao
Redazione
12 anni fa
“Le mie parole in parte travisate, mi riferivo alla prima fase dei lavori”. Ma sulla continuità dell’accordo resta il mistero

L’accordo di collaborazione tra il Museo delle Culture di Lugano e quello delle arti orientali di Torino è saltato?

Ieri l’indiscrezione di un portale d’informazione torinese, poi la smentita della capodicastero Giovanna Masoni Brenni e del direttore del Museo delle culture luganese Francesco Paolo Campione, infine la conferma da parte dell’avvocato e consigliere comunale della città sabauda Luca Cassiani. “Ho sentito la direttrice comunicare la conclusione dell’accordo con le mie orecchie questa mattina in Commissione” aveva dichiarato ieri ai nostri microfoni Cassiani (vedi correlato).

Oggi nuovi elementi chiarificatori si aggiungono alla vicenda grazie alle dichiarazioni della direttrice del Museo delle arti orientali di Torino Enrica Pagella, ma la matassa ancora non si dipana.

Raggiunta solo nella tarda serata di ieri la direttrice del Mao ha parlato di dichiarazioni non correttamente riportate: “Quanto ho comunicato questa mattina (ieri ndr) era unicamente riferito alla prima fase dell’accordo con Lugano, che si è chiusa in anticipo rispetto al previsto in quanto dal Ticino ci è stata sottoposta anzitempo la bozza di proposta per la riorganizzazione gestionale. Proposta che è ora al vaglio dei vertici della fondazione, chiamati ad esprimersi sui contenuti della stessa.”

Ma dunque – chiediamo – l’accordo rimarrà in essere o verrà disdetto? “Questo purtroppo non glielo so dire – afferma Pagella –, è un informazione che non ho, io sono solo il direttore del museo, non sono valutazioni che mi competono.”

E a chi competono? “È necessario rivolgersi alla fondazione Torino musei.”

Cosa che prontamente abbiamo fatto, ma, complice probabilmente anche il fine settimana, i tentativi sono stati infruttuosi. Se ne saprà verosimilmente di più soltanto la prossima settimana.

dielle

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