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Ticino
Caos al TPC, sul rapporto Galliani si torna a Losanna
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Redazione
6 mesi fa
La segretaria del Tribunale penale cantonale torna al Tribunale federale per ottenere l’accesso al rapporto Galliani, nonostante un nuovo rifiuto della Commissione di ricorso.

La segretaria del Tribunale penale cantonale (TPC) che denuncia di essere stata vittima di mobbing da parte di una collega non si arrende. Stando a quanto anticipato dalla Regione, dopo un nuovo rifiuto della Commissione di ricorso sulla magistratura, ha presentato un secondo ricorso al Tribunale federale per ottenere l’accesso agli atti della procedura disciplinare, incluso il rapporto redatto dall’avvocatessa ed ex procuratrice pubblica Maria Galliani, incaricata dal governo cantonale nell’aprile 2024 di svolgere accertamenti preliminari.

Il rapporto

Il documento non formula conclusioni definitive sul presunto mobbing, ma raccoglie elementi chiave della vicenda. Già nel luglio 2025 il Tribunale federale aveva annullato un primo diniego, affermando che anche chi non è parte in causa può chiedere l’accesso se dimostra un interesse degno di protezione. La Commissione cantonale ha però nuovamente negato la consultazione, invocando la protezione dei dati e sostenendo che la visione degli atti sarebbe possibile solo nell’ambito di una futura causa civile o penale. Il legale della segretaria, Andrea Bersani, contesta la decisione: solo la lettura degli atti, sostiene, permetterebbe di valutare eventuali azioni legali contro la collega segnalata. Intanto il cosiddetto “caos TPC” continua ad allargarsi: restano pendenti a Losanna anche i ricorsi dei giudici Siro Quadri e Francesca Verda Chiocchetti contro la loro destituzione, mentre il contenuto del rapporto Galliani – al centro di un acceso dibattito pubblico e politico – rimane coperto dal segreto d’ufficio nonostante le pressioni per una sua divulgazione.