
Già lo scorso fine settimana un uomo era stato tratto in salvo dalla Rega mentre praticava torrentismo in una gola in Val Pontirone. Ieri, invece, si è verificato il primo incidente letale della stagione del canyoning in Ticino. Un 35enne è precipitato per oltre 8 metri, sbattendo sulle rocce sottostanti. Per lui non c’è stato nulla da fare: è deceduto per le gravi ferite riportate. Le dinamiche dell'incidente, avvenuto nel torrente Censo, sono ora al vaglio della polizia cantonale.
Uno sport pericoloso: "Importante informarsi prima"
Da tempo Acque sicure mette in guardia sui potenziali rischi legati al canyoning. Uno sport molto gettonato in Ticino, che attira numerosi appassionati, ma che non è da sottovalutare, viene ricordato sul sito, dove vengono forniti una serie di consigli. L'incidente di ieri, spiega il presidente della Commissione Acque sicure Boris Donda, è avvenuto in un torrente che non è così battuto dagli amanti del canyoning, ma che può comunque nascondere diverse insidie. "Il torrente Censo non è tra i più gettonati sul territorio e può portare dei pericoli a persone che non sono esperte o non conoscono la morfologia del terreno". Il 35enne era in compagnia di un gruppo di persone quando è rimasto vittima di una caduta. Ma non si sa fino a che punto questo gruppo, "che ha deciso di fare questa attività in maniera indipendente, era informato prima di addentrarsi nel torrente", aggiunge Donda. "Il rischio c'è sempre. Ma in questo sport è particolarmente importante informarsi prima, tramite internet, la gente del posto o guide esperte".
Alcuni accorgimenti
Per praticare questo sport in sicurezza, bisognerebbe muoversi almeno in tre. “Generalmente noi non pratichiamo mai se non siamo almeno in tre, perché solitamente, se succede un incidente, una persona rimane con il ferito e l’altra va a chiamare i soccorsi”, afferma Nicola Reggiori, presidente di Bachab, l’Associazione svizzera di canyoning che riunisce circa 250 appassionati.
Il ruolo della meteo
Per praticare in sicurezza questo sport, occorre sempre considerare le condizioni meteorologiche. Grandi quantità d’acqua che cadono in poco tempo, come quelle a cui abbiamo appena assistito, sono pericolose per il canyoning. "Come canynonisti noi viviamo con l’app di MeteoSvizzera in mano", conferma Reggiori. "Noi come Bachab abbiamo una chat informativa in cui i nostri soci chiedono ragguagli: se ci sono stati temporali e di che tipo. Se vediamo che c’è alto rischio di maltempo per la giornata evitiamo di entrare nei fiumi”. Anche i mesi invernali giocano un ruolo importante, infatti “quando nevica poco abbiamo meno acqua che scorre sui riali e pulisce i sassi, i quali già in primavera diventano molto più scivolosi".
Chi insiste
Il Ticino, come detto, è una meta ambita. Il rischio, però, è che tra i numerosi turisti che vengono dall’estero per praticare canyoning nel nostro cantone vi sia qualcuno deciso a non desistere dall'avventurarsi nei riali anche quando la meteo non è favorevole. “Chi arriva da Girigoni, Svizzera, Germania e Austria sa di poter tornare a breve e quindi rinuncia", spiega Reggiori. "Forse chi invece resta solo una settimana e non sa quando ritornerà, sente l'impulso a non lasciarsi sfuggire l’opportunità”.
Le possibilità offerte dal territorio
Se si adottano le misure di sicurezza necessarie, il Ticino è una meta che offre tante opportunità agli appassionati. Per chi non l’ha mai praticata, questa disciplina riserve grandi sorprese “Io sono diventato dipendente dal canyoning sette anni fa, quando per la prima volta sono finito in un riale e ho scoperto cosa celano le nostre valli", spiega Reggiori. Questo lato della scoperta, di vedere come è tagliata la roccia dall’acqua "è una cosa stupefacente. Il Ticino è una delle cinque attrazioni mondiali del canyoning, tra Biasca e Bellinzona ci sono i cinque percorsi più conosciuti. Poi da Bellinzona si prosegue fino a Locarno. Infine, c’è tutta la Vallemaggia".

