
Ci sono anche due ticinesi, residenti nel Mendrisiotto, tra le otto persone la cui posizione è al vaglio dei carabinieri del Nucleo operativo di Como in merito alla grave lite avvenuta sabato notte a Cantù, dove un 26enne meccanico di Milano è stato accoltellato all'addome, al torace e all'inguine.
L'episodio è avvenuto nel corso di un accesa discussione tra due gruppi, presto sfociata in violenza. Ad innescarla sarebbero stati degli sfottò sulla diversa provenienza geografica dei ragazi.
In uno dei due gruppi, come detto, erano presenti pure i due ticinesi. Ed è sulla loro auto che si trovava l'accoltellatore materiale, un 22enne pizzaiolo di Ponte Chiasso.
I tre si stavano allontanando dalla rissa, quando il 22enne è improvvisamente sceso dall'auto, ha estratto un coltello a lama lunga e si è avventato sul 26enne, colpendolo con quattro fendenti. Poi è risalito sull'auto dei ticinesi e i tre sono ripartiti a tutta velocità. Poco dopo, appreso l'accaduto, i due ticinesi hanno però fatto scendere dal veicolo il 22enne, obbligandolo a continuare la fuga a piedi.
Il 22enne è poi stato arrestato presso l'ospedale Sant'Anna di Como, dove si era recato per farsi curare delle ferite alla mano, e trasferito al carcere del Bassone. Presso lo stesso nosocomio si trova la sua vittima, che è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Il giovane è tuttora in gravi condizioni e la sua prognosi rimane riservata.
Le altre sette persone coinvolte nella rissa, tra cui appunto i due ticinesi, verranno pressto sentite dagli inquirenti.
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