
7,5 milioni di franchi: questo è il disavanzo preventivato per il 2018, mentre persino il Consuntivo 2017 mostrerà cifre nere. Erano 30 anni che non si presentava un disavanzo simile. E ora che le finanze sono finalmente rientrate sul giusto tracciato, è il momento di passare ai progetti.
Per il futuro sono previste riforme sociali e fiscali, atte a rendere più attrattivo il nostro cantone. Si è riconosciuta la presenza di pressioni provenienti dai paesi vicini sulla situazione lavorativa attuale, decidendo quindi di agire su due fronti, ovvero presentando una serie di misure per favorire l’occupazione e avanzando una proposta di applicazione per l’iniziativa “Salviamo il lavoro in Ticino”, che prevede l’introduzione di un salario minimo differenziato, che verrà sottoposto al Parlamento.
Nel 2018 dovrebbe avviarsi anche il progetto per la riforma “La scuola che verrà”, con l’inizio della fase test previsto a settembre.
Sul tema della sicurezza si è deciso di lavorare maggiormente per quanto riguarda la lotta al terrorismo, creando appena possibile un gruppo di lavoro dedicato. Inoltre tutte le nuove richieste di permesso B sono ora sottoposte al controllo della polizia cantonale
Sul piano territoriale invece si punta ad un aumento della mobilità oltre all’incentivazione ad un migliore utilizzo delle zone edificabili esistenti.
Infine per la famiglia, si è fatto notare come il Ticino sia il cantone con la più alta percentuale di madri professionalmente non attive, corrispondente al 47%. Per tanto a partire dall’11 dicembre si discuterà di come favorire maggiormente la conciliazione tra vita familiare e quella lavorativa, introducendo il concetto di assegno parentale.
Queste e molte altre informazioni sono disponibile a pagina 9, dell'edizione odierna del Corriere del Ticino.
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