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Politica
Cantonali 2027, i candidati Udc sono Piero Marchesi e Paolo Pamini
©Chiara Zocchetti
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Red.Online
3 ore fa
Al Congresso ordinario UDC Ticino tenutosi oggi ad Ascona, il partito ha lanciato la corsa alle elezioni cantonali dell’anno prossimo - Marco Chiesa confermato come presidente della sezione ticinese del partito

Piero Marchesi e Paolo Pamini. Sono loro i candidati UDC al Consiglio di Stato, come deciso quest’oggi ad Ascona durante il congresso ordinario democentrista. Con il Consigliere di Stato e il consigliere nazionale, viene spiegato in una nota, «l’UDC presenta due candidati al Governo chiamati a dare forza a questo programma: conti sotto controllo e libertà economica, difesa del ceto medio e dei residenti, sicurezza e tutela del territorio». Il Congresso ha inoltre ratificato le candidature al Gran Consiglio. Si tratta «di una squadra che comprende numerosi Municipali e Consiglieri comunali, pronti a portare l’esperienza maturata nei Comuni al servizio del Cantone». L’obiettivo elettorale è quello di «confermare il seggio UDC in Consiglio di Stato e accrescere la presenza in Gran Consiglio».

Marco Chiesa confermato presidente

Il Congresso ha eletto ufficialmente Marco Chiesa alla presidenza cantonale (ricopre la carica ad interim da agosto ndr) e ha ratificato la sua candidatura al Consiglio federale.

La «Dichiarazione di Ascona»

Il Congresso ha anche votato all’unanimità la “Dichiarazione di Ascona” con la quale, si legge nella nota, «l’UDC Ticino si impegna a non votare né proporre, nella legislatura 2027-2031, aumenti di imposte, tasse e balzelli a carico di cittadini e imprese. Il risanamento dei conti passa dal contenimento della spesa, non da nuove entrate fiscali.» Per questo i democentristi «scriveranno ai presidenti di PLR, Il Centro, PS, Verdi e Lega, invitandoli a sottoscrivere la stessa dichiarazione o a chiarire la propria posizione entro il 30 novembre».

Lanciata la legislatura 2027-31

Il vicepresidente Diego Baratti ha presentato il programma 2027–2031, approvato dallo stesso Congresso. Tra le priorità «figurano il freno alla spesa legato al PIL, il pareggio dei conti, la compensazione delle nuove spese correnti e il limite al numero di dipendenti cantonali. A queste misure si affiancano la difesa del potere d’acquisto, la priorità ai lavoratori residenti e uno Stato moderno, con meno burocrazia e più libertà per cittadini e imprese».