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Cantonali 2027, è iniziata la campagna
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
6 giorni fa
Dopo l'annuncio di Claudio Zali, anche gli altri partiti stanno muovendo le proprie pedine, tutti o quasi, a caccia del secondo seggio di via Monte Boglia – E le sorprese sembrano dietro l'angolo

A poco più di un anno dalle elezioni cantonali, i partiti iniziano a muovere le pedine, come in una partita a Risiko. In palio ci sono uno o due seggi in Consiglio di Stato, e la corsa è già partita.

La Lega rompe il ghiaccio

Partiamo da destra. La Lega dei Ticinesi è stata la prima a scoprire le carte: già in tempi non sospetti Norman Gobbi ha indicato la volontà di correre per un quinto mandato. Claudio Zali pochi giorni fa ha fatto lo stesso. Gli altri partiti, per ora, tacciono. Ma nei corridoi già si mormora.

UDC, corsa in solitaria?

L’UDC sembra intenzionata a correre da sola, rompendo con i vecchi alleati, per conquistare uno dei due seggi di via Monte Boglia. Il presidente Piero Marchesi sarà quasi certamente in campo. Ma per puntare davvero in alto, servirà un “all in”, ossia candidare i politici più forti a disposizione. Come quindi non pensare a Marco Chiesa, vera e propria macchina da voti? La sua scelta sarà tuttavia ardua visto che, per andare a Bellinzona, dovrebbe rinunciare sia a Berna che all'amata Lugano.

PLR: obiettivo raddoppio

Ad ambire al seggio leghista c'è anche il PLR. E se il partito di Alessandro Speziali vuole davvero il raddoppio deve giocarsela tutta. Possibile quindi una nuova candidatura dell’uscente Christian Vitta, anche se fino a pochi mesi fa si vociferava di un suo interesse per Berna. C'è poi Alex Farinelli, da tempo dato tra i papabili per il Consiglio di Stato.

Il Centro tra alleanze e nomi in campo

Il partito del Centro, che rischia una campagna un po' defilata, deve riucire a catturare l'attenzione. Si vocifera di una possibile alleanza con Avanti con Ticino&Lavoro. Accanto a Raffaele De Rosa potrebbe correre Amalia Mirante. Il centro può contare su altri nomi spendibili: il consigliere nazionale Giorgio Fonio e il presidente Fiorenzo Dadò. Del resto la competizione interna di solito giova ai partiti, magari un po' meno ai candidati uscenti.

Sinistra in movimento

E a sinistra? Anche qui qualcosa si muove: l’uscente Marina Carobbio non sarebbe l’unica interessata a correre. La verde Greta Gysin potrebbe cambiare strategia rispetto al 2023. Sempre che gliela lascino fare. La partita, insomma, è lunga, ma i carri armati sono già in movimento.

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