
Alex farinelli sì, Alex farinelli no: questo è il dilemma. Negli ultimi 3 anni il giovane capogruppo liberale radicale ha pian piano scalato le vette del partitone, facendo supporre ai più di essere lui l’asso nella manica di Bixio Caprara per la riconquista del tanto agognato e mai dimenticato secondo seggio in Consiglio di Stato. Poi però le cose sono cambiate.
Andiamo con ordine. Un paio di mesi fa, un altro giovane, sempre del PLR, aveva fatto fuoco e fiamme. Michele Bertini a metà giugno aveva tuonato a mezzo stampa che il partito lo aveva lasciato solo. Il delfino di Giorgio Giudici aveva addirittura detto di interrogarsi sulla compatibilità tra i suoi valori ed un ruolo attivo nel PLR. I beninformati all’epoca avevano malignato che dietro la sfuriata ci fosse la sua esclusione dalla lista per il Governo. Sì, perché Bertini è luganese proprio come lo è Farinelli. Quindi, se mai secondo seggio dovesse essere, i due si escludono a vicenda.
Ma poi è arrivato il colpo di scena: Alex Farinelli è stato convocato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta su Argo 1. Con i commissari ha parlato dei tempi in cui coordinava la Sottocommissione di vigilanza che si occupava del caso. Sicuramente gli sarà stato chiesto del perché non aveva parlato subito della mail di un funzionario che in un primo momento aveva dichiarato che al DSS erano consapevoli che il mandato alla Argo violasse la legge sulle commesse pubbliche. Poi però aveva ritrattato, via email appunto. Farinelli all’epoca aveva detto di aver considerato lo scritto una comunicazione privata e della faccenda, dopo il solito codazzo di polemiche, non si era più parlato.
Ma la politica non dimentica, specie in campagna elettorale, e il PLR alla riconquista del seggio perduto nel 2019 ci crede per davvero. E, c’è da scommetterci, sarà una partita giocata sul filo di lana. Troppo pericoloso prestare il fianco ad accuse ed illazioni sul caso Argo1. Morale della favola: sembra che Alex Farinelli non sarà sulla lista per il Consiglio di Stato.
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