
I primi numeri sono stati resi noti ieri mattina dall’Amministrazione federale delle contribuzioni: a gennaio sono state 130mila le aziende che hanno ricevuto la loro prima fattura per il canone radio-televisivo. La maggior parte delle imprese, fa sapere la nota stampa parlando di bilancio positivo, ha pagato nei termini stabiliti.
Il nuovo sistema di prelievo, applicato alle ditte con un fatturato di almeno mezzo milione l’anno e che prevede una variazione da 365 a quasi 36mila franchi, non è tuttavia esente da critiche, in particolare dall’Unione svizzera delle arti e dei mestieri.
Ma anche in Ticino si sono sollevate voci critiche. Già lo scorso febbraio il direttore dell'Associazione industrie ticinesi (AITI) Stefano Modenini aveva espresso malcontento per il nuovo sistema (vedi articolo suggerito). Ora, ai microfoni di TeleTicino, il presidente di AITI Fabio Regazzi ha snocciolato ulteriori cifre.
"In pochi mesi ci sono state 7mila richieste scritte di aziende per chiarimenti; 10500 telefonate; 2mila lettere non recapitate; 156 aziende hanno contestato questa fattura" spiega il consigliere nazionale. "La realtà è che ci sono diversi problemi e malumori, soprattutto all’interno delle piccole medie aziende, per non parlare dei consorzi che vengono tassati due volte. È una prassi inaccettabile che va corretta".
Un disegno già avviato a Berna con un’iniziativa parlamentare già approvata dalla Commissione delle telecomunicazioni del Nazionale e che ora passerà nelle mani degli Stati; che chiede tout-court l’abolizione del canone per le aziende. "Se non dovesse passare questa soluzione" annuncia Regazzi, "sto già elaborando l’ipotesi di un atto parlamentare per cercare di correggere il tiro e alleviare il carico che va soprattutto alle piccole medie imprese".
Alla domanda se non verrebbe compromesso il finanziamento del canone, Regazzi replica calmo: "La SSR ha a disposizione risorse per 1,65 miliardi di franchi. Per il canone delle aziende parliamo di 170-180 milioni, per cui penso che anche senza questo introito o un introito minore auspicabile non mettiamo a repentaglio l’esistenza della SSR che al limite dovrà fare qualche risparmio. Credo che il margine di manovra sia comunque presente".
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