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Cannabis? "Si rischia il posto per multe da 100 franchi"
Cannabis? "Si rischia il posto per multe da 100 franchi"
Cannabis? "Si rischia il posto per multe da 100 franchi"
Redazione
10 anni fa
Dibattito acceso questa sera sulla regolamentazione della canapa. Il procuratore Respini: "Troppo onerosi i controlli"

Puntata decisamente infuocata quella andata in onda questa sera a Tele Ticino durante „I conti in tasca“ perché il tema è uno di quelli che divide: regolamentare o meno la cannabis? La recente proposta del comune di Berna di vendere la sostanza ai maggiorenni presso le farmacie ha rilanciato il dibattito. E la problematica è più che mai attuale visto che gli ultimi dati di uno studio condotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità dimostrano che la Svizzera si piazza al terzo posto, dietro a Francia ed Estonia, nella classifica dei paesi in cui la popolazione consuma maggiormente cannabis (una cifra che equivale a circa 500mila cittadini). Gli ospiti di Alfonso Tuor si sono divisi nel fronte dei favorevoli e dei contrari: da un lato il procuratore capo di Lugano Nicola Respini e il gran consigliere PLR Giorgio Galusero; dall’altro Fabrizio Sirica, vicepresidente cantonale del PS e membro del comitato CIRCA (Comitato interpartitico per la regolamentazione della cannabis) e Sergio Regazzoni dell’Associazione cannabis ricreativa Ticino.

“La guerra contro la droga è fallita” ha più volte ribadito Sirica, sottolineando che non si è mai consumato così tanta droga come oggi. Non si tratta di banalizzare o incoraggiare il consumo, ha precisato, ma confrontarsi con una situazione reale: l’unico modo è di convivere con queste sostanze, regolamentando il settore che permetterà di combattere la criminalità organizzata (“è da qui che arrivano le schifezze”) e di migliorare la salute pubblica. Altrimenti è come “svuotare una vasca da bagno con il cucchiaio”.

A dargli man forte Rezzonico che ha puntato sulla problematica delle sostanze nocive presenti nella cannabis dovuta a una mancanza di un controllo di qualità. “Una ricerca condotta dall’Università di Berna ha dimostrato che il 92% dei campioni pervenuti da tutti i Cantoni è velenosa. Non si parla di THC, ma di sostanze residue all’interno della canapa, come fungicidi, metalli pesanti, sostanze microbiologiche, ecc”. Queste sostanze velenose, secondo Rezzonico, rovinano la “meglio gioventù” e a lungo termine, in alcuni casi, possono portare a malattie invalidanti che impediscono ai giovani di partecipare alla produzione della ricchezza nazionale. "Bisogna mettere delle regole" .

Indipendentemente dall’aumento delle sostanze nocive, la canapa resta uno stupefacente, ha controbattuto Galusero, ricordando che la popolazione nel 2008 ha respinto con il 65% l’iniziativa che chiedeva una depenalizzazione del consumo della canapa.

Respini ha invitato a non banalizzare la tossicodipendenza che è un "problema complesso". Secondo il procuratore la regolamentazione implicherebbe un lavoro enorme (“come si fa a controllare cosa si vende e a chi?”) e creerebbe comunque un mercato nero per i minorenni. Negli anni ’90, ha ricordato, il Consiglio federale ha adottato la politica dei 4 pilastri (prevenzione, repressione e controllo, aiuto e cura dei tossicodipendenti), che ha dato i suoi frutti, per esempio la diminuzione del numero di morti per overdose.

Una politica che Sirica ha riconosciuto essere “pragmatica e innovativa”, ma sbilanciata poiché le cifre dimostrano che il 64% del budget totale a disposizione viene speso nella repressione, e solo il 4% nella prevenzione. “Fare repressione non elimina il problema, ci vuole un cambio di paradigma in cui si educano i ragazzi al problema, responsabilizzandoli al consumo ed eliminando i rischi per la salute. Il messaggio che ora dà la politica ai giovani è opaco: non c’è un vero controllo, a volte si sanziona, a volte no”.

Si è infatti anche parlato delle multe di 100 franchi nei confronti di chi viene beccato a consumare cannabis. Sanzioni che costituiscono un grande problema, secondo Rezzonico, poiché alcuni ragazzi rischiano persino il loro posto di lavoro visto che le segnalazioni finiscono al Ministero pubblico. “Una ragazza di 22 anni ha rischiato il suo impiego perché ha ricevuto un ammenda di 100 franchi per consumo di cannabis. La stessa cosa vale per chi vuole fare la patente a 18 anni. Chi è stato beccato precedentemente a fumare, deve fare un esame dal medico e andare dallo psicologo del traffico. Un dato negativo per centinaia di ragazzi”.

“Non è che facciamo la guerra a tutti i ragazzini che girano con gli spinelli a Lugano” ha ribattuto Respini. “Le multe amministrative sono previste dalla legge perché il politico ha riconosciuto la problematica, ma non si rischia, come in altri paesi, la prigione. Ci limitiamo a delle multe a dipendenza dei quantitativi trovati”.

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