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Ticino
Canicola nelle case anziani e negli ospedali, «quali misure urgenti?»
Red. Online
6 ore fa
Il presidente PLR Alessandro Speziali presenta un atto parlamentare per conoscere la situazione nelle strutture sanitarie ticinesi e sollecita interventi contro gli effetti delle ondate di calore sempre più frequenti

Quando il termometro sale, a soffrire maggiormente sono le persone più fragili e chi lavora a stretto contatto con loro. Per questo la gestione del caldo nelle strutture sanitarie e nelle case per anziani è finita al centro di un'interrogazione parlamentare presentata dal deputato e presidente del PLR Alessandro Speziali.

L'obiettivo è capire quale sia la situazione attuale nelle strutture ticinesi e quali misure il Consiglio di Stato intenda adottare per affrontare gli effetti delle ondate di calore, sempre più frequenti e intense.

Secondo Speziali, il caldo estremo non rappresenta più un fenomeno eccezionale, ma una nuova realtà climatica che pone interrogativi concreti sulla tutela della salute, sulla qualità degli ambienti di lavoro e sulla sicurezza di chi vive e opera negli edifici pubblici.

«Condizioni difficili per personale e ospiti»

«In queste settimane si moltiplicano le segnalazioni da parte di operatori sanitari e personale delle case per anziani che descrivono condizioni di lavoro e di permanenza particolarmente difficili, con temperature interne elevate, scarsa ventilazione e notevoli disagi sia per i lavoratori sia per utenti, pazienti e ospiti», scrive Speziali. Oltre all’opportunità di modificare il quadro legislativo, per il deputato appare importante comprendere quale sia oggi la situazione reale nel nostro Cantone e quali misure il Consiglio di Stato possa subito adottare nell'ambito delle competenze attualmente disponibili. Da qui le domande.

Le domande al Governo

1. Il Consiglio di Stato condivide il principio secondo cui, in presenza di ondate di calore sempre più frequenti e intense, gli impianti di climatizzazione e gli altri sistemi efficaci di raffrescamento costituiscono, uno strumento importante e imprescindibile per tutelare la salute e le condizioni di lavoro degli utenti, degli ospiti e del personale delle strutture sanitarie, delle case per anziani e più in generale degli edifici pubblici?

2. Il Consiglio di Stato dispone di un monitoraggio della situazione climatica all'interno delle strutture sanitarie cantonali e delle case per anziani e più in generale dei principali edifici pubblici? Se sì, quali sono i risultati più recenti?

3. Il Consiglio di Stato è consapevole delle difficoltà riscontrate da molti operatori delle strutture, nonché dai pazienti?

4. Il Consiglio di Stato ritiene che le misure oggi adottate siano sufficienti a garantire condizioni di lavoro e di permanenza dignitose per il personale, i pazienti e gli ospiti?

5. Quante strutture sanitarie e case per anziani dispongono oggi di sistemi di climatizzazione o di altre soluzioni efficaci di mitigazione del calore o altri sistemi analoghi?

6. Per gli edifici che ne sono sprovvisti, esiste una pianificazione degli interventi? Se sì, con quali priorità, tempi e risorse finanziarie?

7. Il Consiglio di Stato ritiene opportuno definire criteri oggettivi, ad esempio soglie di temperatura interna, oltre le quali debbano essere adottate misure organizzative e infrastrutturali (aria condizionata, …) obbligatorie a tutela di utenti e lavoratori?

9. Il Consiglio di Stato intende elaborare – senza pregiudizi di principio – una strategia cantonale di adattamento degli edifici pubblici alle ondate di calore, coordinando gli interventi infrastrutturali con quelli organizzativi e sanitari, così da affrontare in maniera strutturale un fenomeno destinato a intensificarsi nei prossimi anni?