
Dal 18 giugno fino a metà luglio il Ticino ha vissuto una delle ondate di caldo più lunghe degli ultimi anni. L'allerta canicola è rimasta in vigore per quasi un mese, passando da grado 4 al grado 3, alimentando il dibattito su un futuro in cui le temperature così elevate potrebbero diventare sempre più frequenti anche alle nostre latitudini. Uno scenario che potrebbe portare a rivedere i parametri con cui vengono dichiarate le allerte. Quali gli impatti però sull'uomo? Secondo la direttrice medico Servizio pronto soccorso EOC Roberta Petrino «l'estremo caldo è un motivo di grande stress per la nostra biologia. Non si può considerarla come una nuova normalità, bisognerà adottare strategicamente tutte le abitudini per prevenire malori».
«Il nostro organismo non si adatta»
Se il clima cambia, il corpo umano ha però limiti ben precisi. Secondo Petrino, non è corretto pensare che l'organismo possa abituarsi progressivamente a periodi prolungati di caldo intenso. Lo stress provocato dalle alte temperature continua infatti a rappresentare un fattore di rischio, soprattutto per le persone più fragili, come gli anziani, aumentando il pericolo di disidratazione, colpi di calore e scompensi.
Ospedali sotto pressione, esperti preoccupati
Gli effetti dell'ultima ondata di caldo si sono già fatti sentire negli ospedali ticinesi. Durante il periodo di canicola si sono registrati circa 1500 accessi ai pronto soccorso riconducibili alle elevate temperature e un 10% in più di ricoveri. Un dato che alimenta la preoccupazione degli esperti in medicina delle catastrofi, chiamati a confrontarsi con eventi estremi destinati, secondo molti scenari climatici, a diventare sempre più frequenti.

