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Ticino
Canicola e siccità, giardini con l'acqua alla gola
Caldo estremo, penuria d’acqua e misure restrittive in alcuni comuni. Soffrono i nostri giardini e i nostri boschi. Quali soluzioni dunque per mantenere il verde e aiutare il nostro ambiente? Raffaele Caminada consiglia un’irrigazione diversa e scelte consapevoli di semenze.

Ennesimo giorno di canicola che attanaglia la popolazione ticinese. La mancanza di precipitazioni inoltre ha fatto scattare la settimana scorsa la crisi idrica nel basso Mendrisiotto causa siccità. Tra le indicazioni si chiede di ridurre al minimo le irrigazioni dei giardini. Le condizioni estreme mettono in ginocchio il verde, al momento con l’acqua alla gola. “I nostri giardini senza irrigazione stanno male”, ci dice Raffale Caminada. titolare di Caminada Sementi. “In questo momento, visto che l'acqua è un bene molto, molto prezioso, sicuramente ci sono tanti giardini che sono in sofferenza”.

Bagnare poco, ma tanto (in assenza di restrizioni)

Ripercussioni, sì estetiche, ma anche economiche. Cosa fare dunque se si vuole mantenere un bel giardino o un buon orto? Gli scenari futuri potrebbero spingerci a cambiare le nostre abitudini a partire da un’irrigazione pensata meglio. “Se si ha la possibilità di poter irrigare, senza una restrizione al 100%, il mio consiglio è di bagnare poche volte durante la settimana, ma abbondante per far sì che l'acqua penetri nel terreno, dando forza alle radici”, afferma Caminada. “Le radici poi si sviluppano in profondità e nei momenti di gran caldo e siccità il nostro giardino è più forte”.

Nuove tecnologie

Ad aiutare poi, le nuove tecnologie: “Ad esempio, quando facciamo degli impianti di irrigazione, bisogna prevedere nuove soluzioni con delle centraline che hanno il rilevatore dell'umidità e il rilevatore della pioggia. se piove l'impianto non parte, se c'è l'umidità nel terreno si ferma, allora lì riusciamo a risparmiare acqua”.

Le macroterme

Negli ultimi anni poi Caminada consiglia un nuovo tappeto erboso, più resistenze alle situazioni critiche: “È una novità arrivata negli ultimi anni: si passa dalle microterme alle macroterme, che volgarmente chiamiamo gramigna. Ecco, lì abbiamo la possibilità di risparmiare dal 50 al 70% l'acqua”.

Boschi in difficoltà

Senza acqua non c’è vita. Raffaele Caminada ci spiega infatti che gli alberi dei nostri boschi hanno già iniziato a perdere le foglie come difesa naturale allo stress idrico anticipando la stagione autunnale. Un esempio? I ricci. "Ho visto tanti ricci ancora verdi a terra", ci racconta. "Anche in questa caso penso che la pianta vada in protezione e la poca acqua che ha, la tiene per vivere e abbandona quello che può abbandonare”. Due dunque le soluzioni principali da adottare in un regime di crisi idrica: un sistema di irrigazione diverso, una scelta di piante o semenze consapevole.