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Ticino
Cani da Covid? C’è chi li vuole anche in Ticino
Già impiegati per trovare la malaria, i migliori amici dell’uomo verranno ora impiegati in un progetto promosso dagli ospedali universitaria di Ginevra per rilevare i malati di Covid. E nel nostro Cantone? Ne parliamo con Paolo Riva di Detection Dogs Ticino

Anche la Svizzera testerà l’utilizzo di cani per scovare il coronavirus nelle persone: ne saranno utilizzati tre nel progetto promosso dagli ospedali universitari di Ginevra. Se i risultati saranno all’altezza delle aspettative, entro la fine di marzo e previa approvazione del protocollo di procedura da parte della Commissione etica per la ricerca sugli esseri umani, si darà il via all’utilizzo dei cani per test preliminari. Paolo Riva presidente Detection Dogs Ticino, intervenuto in diretta a Ticinonews su Teleticino, ha fatto il punto sulla situazione a livello ticinese: “Dall’inizio della pandemia si parla dei cani che fiutano il Covid. Gli studi si sono susseguiti basandoci sul principio dimostrato che i cani sono in grado di rilevare malattie di diverso tipo, malattie virali comprese. I cani sono stati in grado di riconoscere olfattivamente dei virus e questo è stato il principio del ragionamento”, spiega Riva. I cani da fiuto possono, infatti, essere addestrati per individuare la malaria. “I cani sono fenomenali per il tracciamento della malaria, sono uno degli strumenti più efficaci che ci sono”.

Ma come si arriva all’addestramento del cane?
“Ci vogliono le conoscenze ma soprattutto ci vuole una grossa collaborazione interdisciplinare tra ci chi ci mette le capacità cinofile e chi mette le capacità scientifiche. Bisogna avere dei campioni che si spera siano portatori di un odore tipico e unico della malattia, da qui la necessità di lavorare con un’equipe sanitaria”.

Il Ticino si sta muovendo in questo senso?
“In Ticino non stiamo lavorando in questa direzione, noi stiamo seguendo quello che sta succedendo in giro per il mondo. Avevamo alcuni progetti ma la gravità della pandemia non ha chiaramente permesso di darci le risorse sanitarie necessarie. Siamo in ritardo ma speriamo che la notizia che arriva in questi giorni da Ginevra possa smuovere le acque”.

Quindi si basa tutto sugli odori?
“Il Covid ha un odore diverso dalla normale influenza. Sembrerebbe che si sia identificato un campione sicuro per via della sua non infettività e rappresentativo per l’odore della malattia: si tratta del sudore”.

Ci sono cani predisposti a questo tipo di attività?
“Esistono delle razze che vengono usate, ma se un cane ha piacere a interagire col suo umano un tipo di lavoro di questo genere, che verrà fatto sempre all’interno di un laboratorio, si apre a molti tipi di cani. Il tipo di razza più gettonato sono gli spaniel”.

La politica dei test è uno dei tasselli fondamentali per riuscire a convivere col virus, se i cani fossero impiegati per questo tipo di lavoro le operazioni sarebbero più semplici e meno invasive. Non ci sono le risorse per fare questo lavoro in Ticino?
“Noi abbiamo dieci cani pronti per cominciare ma ci mancano i campioni che devono essere prelevati da dei malati dal personale del settore. In mattinata si è fatto avanti qualcuno che ha competenze in ambito medico-sanitario. La nostra porta rimane spalancata a tutti coloro che ci vogliono dare una mano in questo senso, in quanto abbiamo bisogno di personale in ambito medico sanitario”.

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