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Ticino
Cane uccide un cerbiatto e scoppia la polemica
Foto per gentile concessione
Foto per gentile concessione
Filippo Suessli
6 anni fa
È successo ieri in Valle di Blenio. Un altro episodio che scaturisce dall’affollamento delle montagne ticinesi in assenza di altre attività

L’attacco letale di un cerbiatto da parte di un cane fa riscoppiare la polemica sull’affollamento delle nostre montagne. È avvenuto ieri pomeriggio sopra Camperio, in Val di Blenio, sulla strada che porta ai Monti di Olivone.

L’inseguimento in mezzo alle persone

Secondo il racconto pubblicato su Facebook, il cane ha attaccato il cerbiatto una prima volta e poi si è lanciato all’inseguimento. L’episodio è avvenuto ieri pomeriggio a Piera, sopra Camperio, in Val di Blenio. “Il cane non solo libero ma nemmeno in vista del proprietario che è giunto sul posto alcuni minuti dopo”, scrive il testimone. Sul posto, continua il racconto, è poi intervenuta una pattuglia di guardiacaccia. Per il cerbiatto, però, non c’è stato nulla da fare: le ferite ne hanno imposta la soppressione, ci segnala un altro testimone.

Al guinzaglio

Il proprietario del cane ora rischia di dover pagare le conseguenze dell’attacco. Infatti la Legge sui cani ticinese prevede, tra gli obblighi, quello di “adottare le precauzioni necessarie affinché l’animale non possa sfuggirgli o nuocere alle persone o ad altri animali”. Inoltre, “in particolare, nei luoghi frequentati dal pubblico o da altri animali, i cani vanno sempre tenuti al guinzaglio e, se richiesto dalle circostanze, muniti di museruola”, si legge.

“Non deve succedere”

“Queste cose non devono succedere”, ci scrive un lettore che ha assistito all’episodio. “I cani vanno sempre tenuti al guinzaglio”. Mentre su Facebook ci si chiede: “E se invece del povero cerbiatto il cane si fosse indirizzato verso una persona ... o un bambino?”. Ma questo è solo l’ultimo di una serie di episodi che mostrano come l’affollamento delle montagne ticinesi (dovuto anche alle poche altre attività possibili) sta creando non poche tensioni. Nelle scorse settimane, infatti, hanno suscitato un certo clamore i controlli di polizia alle motoslitte che circolano in Valle di Blenio. I proprietari di baite (che usano le motoslitte per raggiungerle) si sono sentiti presi di mira, viste le forze messe in campo dalle autorità, come ha raccontato uno di loro qualche giorno fa.

Montagne invase

“Noi ci ritroviamo con i nostri paradisi invasi da persone più o meno in grado di fare una passeggiata in montagna che sporcano (perché credeteci, sporcano), non sanno dove andare e quindi ce li ritroviamo spesso alle porte delle nostre cascine a chiedere informazioni, cadono rovinosamente facendo sci escursionismo e chiedono poi a noi di recuperarli con le nostre motoslitte visto che non è niente di grave”, si leggeva nell’opinione del nostro lettore, che invitava tutti al rispetto per poter condividere le nostre bellissime montagne.

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