
Al contrario del coordinatore del suo partito, il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri sostiene che la candidatura unica decisa dal PLR ticinese per la successione di Didier Burkhalter in Consiglio federale sia "una decisione giusta".
"Era l'unica strada percorribile, perché arrivare con due candidati avrebbe voluto dire dimezzare le possibilità" afferma Quadri, da noi contattato.
Il consigliere nazionale leghista ritiene inoltre che Ignazio Cassis sia tra i ticinesi "quello che ha evidentemente più chance a livello federale, anche perché c'è l'usanza di scegliere tra i parlamentari".
Detto ciò, Quadri esprime due obiezioni sulla persona di Cassis. "Da una parte c'è la sua attività come lobbista delle casse malati, con il rischio che con una rotazione dei dipartimenti si ritrovi a dirigere quello dell'interno, dovendo quindi decidere proprio sulle casse malati. E questo sarebbe davvero problematico" afferma. "Dall'altra come capogruppo PLR alla Camere federali ha avuto un ruolo importante in quella che è la non applicazione del 9 febbraio, un tema di massima importanza per il Ticino."
Quadri non vuole quindi ancora esprimersi sul suo sostegno o meno al candidato ticinese al Consiglio federale. "Vedremo chi sarà il candidato romando" dichiara. "Non escludo in partenza di sostenere Cassis, ma non lo do neanche per scontato solo perché è ticinese. Non basta avere la bandierina, ci vuole anche il contenuto."
AS
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