
In seguito alle posizioni restrittive di alcuni comuni - come Chiasso, Balerna e Minusio - rispetto ai permessi di vendita della canapa light, i consiglieri comunali socialisti Fabrizio Sirica (primo firmatario), Pier Mellini e Sabrina Groisman-Snozzi hanno inoltrato un'interpellanza all'Esecutivo di Locarno sul tema, al fine di fare chiarezza sulla politica che il Municipio intende adottare in merito alla questione.
"A legiferare sulle sostanze psicotrope - scrivono i tre consiglieri comunali - vi è a livello federale la Legge sugli stupefacenti (LStup), secondo la quale la canapa con tenore inferiore all’ 1% di THC (il principio attivo stupefacente, quello che “dà l’effetto psicoattivo”) è legale. La canapa cosiddetta “light” è quella qualità di canapa contenente un tenore di THC inferiore a 1%, pertanto è una sostanza non stupefacente e legale. Il principio attivo dominante nel caso della canapa light è il cannabidiolo (CDB), il quale, come recentemente dichiarato dal farmacista cantonale dott. Giovan Maria Zanini ai microfoni della SI – non altera la percezione ma fornirebbe un semplice effetto rilassante".
I tre socialisti sostengono che nella maggior parte dei Cantoni la coltivazione e la vendita di questa qualità di canapa è possibile con una semplice notifica. "In Ticino, tuttavia, vi è una legge a livello cantonale datata 24 giugno 2002, la cosiddetta Legge sulla canapa (LCan). Questa legge si è resa necessaria nei primi anni del nuovo millennio per contrastare il fenomeno dei “canapai”, negozi che aggiravano la LStup vendendo “sacchetti profumati”, teoricamente smerciati per profumare gli spazi abitativi, ma nella pratica acquistati dai consumatori per l’effetto ricreativo. Sottolineo che negli intenti della legge si trattava di arginare il consumo di canapa “stupefacente” e illegale. La LCan per permettere di facilitare il controllo delle autorità predispose che, tra le altre autorizzazioni necessarie per vendere canapa ci fosse in maniera preliminare il preavviso favorevole del Comune".
"Stando a quanto riportato dai media, il Municipio di Locarno parrebbe intenzionato a seguire la linea tracciata dal Comune di Chiasso e adottare una specifica ordinanza per vietarne la vendita. Sempre da fonte giornalistica parrebbe essere pendente una richiesta di autorizzazione per la vendita di prodotti a base di canapa light. Come ha chiarito il Consiglio di Stato rispondendo all’interrogazione del deputato Giorgio Galusero, al quale hanno fatto eco le dichiarazioni del direttore della Commissione della concorrenza (Comco), negare la vendita di un prodotto legale sulla base della legge cantonale o di un’ordinanza municipale si scontrerebbe con il diritto superiore, nella fattispecie la Legge federale sul mercato interno (LMI) e con il principio di libertà economica tutelato dalla nostra Costituzione (art. 27). È dunque probabile che se eventuali preavvisi negativi venissero impugnati, i ricorrenti si vedrebbero dar ragione dall’istanza predisposta. Non dimentichiamo che la LCan fu concepita per controllare ed evitare stratagemmi, ossia la vendita di prodotti di cui veniva fatto, illegalmente, un uso stupefacente. Nella fattispecie applicare la LCan per la canapa light (prodotto completamente legale per ogni suo utilizzo) tradirebbe il principio originale della legge, oltre ad essere in contraddizione col diritto superiore".
I tre consiglieri comunali si augurano che "il Municipio non voglia “aprire l’ufficio complicazione cose semplici”, per dirla citando il deputato PPD Alex Pedrazzini, che con queste parole ha commentato dalle colonne del settimanale il Caffè quanto sta avvenendo."
"L’accanimento che si sta osservando nei riguardi della canapa light, risponde ad un preciso disegno politico volto a demonizzare la canapa, mentre in tutto il mondo (compreso il resto della Svizzera, ultimo caso in ordine cronologico il Comune di Lucerna), si sta affrontando con pragmatismo la situazione e si stanno implementando progetti di regolamentazione anche della qualità di canapa stupefacente, in Ticino stiamo facendoci riconoscere per chiusura mentale e approcci dogmatici ed eccessivamente ideologici, che si scontrano con la realtà dei fatti e, nel caso della canapa light, anche con il diritto superiore".
Le domande poste al Municipio sono dunque le seguenti:
1) Il Municipio intende regolamentare la vendita della canapa light mediante ordinanza?2) Il Municipio è consapevole del fatto che un preavviso negativo, basato sulla LCan, sarebbe impugnabile e con buone probabilità rovesciabile secondo il diritto superiore?3) Alla luce delle considerazioni sovraesposte, il Municipio non ritiene più pragmatico e lungimirante concedere in maniera rapida preavvisi favorevoli alle richieste di autorizzazione?
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

