
Da più di un anno, a Magliaso, è polemica sulla canapa light. O meglio, sull’odore emanato da alcune serre di una coltivazione allestita da poco che mal è stato digerito da parte della popolazione. A tal punto che ne era nata una vera e propria battaglia giudiziaria.
Ma andiamo con ordine. Lo scorso 8 aprile il Comune aveva intimato alla società di presentare una domanda di costruzione a posteriori per il cambiamento di destinazione, decretando anche il divieto d’uso delle serre. Il 9 ottobre scorso il Consiglio di Stato aveva respinto il ricorso presentato sulla questione della domanda di costruzione. Il termine per rivolgersi al Tribunale amministrativo cantonale (TRAM) non è ancora scaduto e la società valuterà se ricorrere in seconda istanza.
La società, patrocinata dall'avv. Luca Pestelacci, aveva pure chiesto di conferire l'effetto sospensivo al suo ricorso (che avrebbe consentito l’uso delle serre, ndr) e questo capitolo della vicenda era approdato fino al Tribunale federale (TF) dopo le decisioni negative di Governo e TRAM. I giudici di Mon Repos le hanno però dato torto. Con sentenza dello scorso 22 ottobre pubblicata oggi la suprema Corte federale - che, lo ricordiamo, non è antrata nel merito della questione legata alla domanda di costruzione - ha concluso che in questo stadio della procedura, l'obbligo di inoltrare una domanda di costruzione regge.
"Nel caso di specie, in assenza dei necessari accertamenti fattuali e giuridici, né la Corte cantonale e ancor meno il Tribunale federale potrebbero pronunciarsi definitivamente sulle questioni litigiose - si legge nella sentenza - La questione di sapere se e in che misura si sarebbe in presenza di un cambiamento di destinazione, quesito sul quale si diffonde la ricorrente, dovrà essere compiutamente vagliata nel quadro dell'esame della domanda di costruzione ed esula dall'oggetto del presente litigio". Il TF ha inoltre concluso e che “il criticato divieto si fonda su motivi di natura edilizia e di protezione dell'ambiente e non impedisce alla ricorrente di utilizzare le serre per altre coltivazioni, motivo per cui la libertà economica non è lesa”.
In attesa di sapere se la domanda di costruzione approderà o meno sui banchi del TRAM, il 18 ottobre scorso è stata pubblicata sul Foglio Ufficiale l’istituzione di una zona di pianificazione comunale per limitare la propagazione degli odori derivanti dalla coltivazione della canapa, che bloccherebbe eventuali domande di costruzione per un massimo di cinque anni. Ma il Municipio, aveva confermato a suo tempo a La Regione il sindaco Roberto Citterio, vorrebbe introdurre una sostanziale modifica nello strumento pianificatorio, ovvero il divieto di coltivazione della canapa nelle zone agricole comunali.
(Sentenza 1C_516/2019 del 22 ottobre 2019)
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