
USI e SUPSI alla fine hanno rinunciato ad aprire i campus di Mendrisio e Viganello a settembre, con la riapertura che slitterà probabilmente nei primi mesi del 2021. Lo riporta il Corriere del Ticino. Di conseguenza saranno rimandate a gennaio anche le nuove materie, con eccezione del Master in medicina. Difatti, ha spiegato al CdT il presidente della SUPSI Alberto Petruzzella, si spera di riuscire a terminare per tempo il blocco destinato ad ospitare la settantina di studenti che andrà a comporre la neonata facoltà, all'interno del campus di Viganello. Studenti che, se questo non dovesse riuscire, verranno verranno sistemati provvisoriamente nei campus attuali. A pesare sullo stato dei lavori è stata ovviamente l'emergenza coronavirus, che ha costretto a un lungo stop dei cantieri come decretato dalla finestra di crisi applicata dal Cantone. Si è ripartiti appena possibile, dapprima con 10 operai, poi con 15 e infine salendo a due terzi degli effetti negli ultimi giorni, ma a quanto sembra non sarà comunque sufficienti a rientrare nei tempi previsti. Anche perché la riapertura ha comportato tutta una nuova serie di misure addizionali: "Con la direzione dei lavori abbiamo messo a punto un piano dettagliato per garantire la distanza sociale", spiega Petruzzella, "sapere chi è nel cantiere e in quale parte sta operando. E due volte al giorno puliamo e disinfettiamo gli spazi". Due le incognite finali: per quanto ancora bisognerà fare lezioni a distanza, fatto che necessita una specifica preparazione, e quanto lo slittamento ha fatto lievitare i costi.
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