
Tempo di riordino, tempo anche di bilanci. Dopo due settimane tra Valle di Blenio e Moesano gli oltre 2'000 scout (divisi tra case e campeggio) del campo BeSTiale si preparano a fare rientro. «Il bilancio è positivo, ho visto tanti ragazzi e tante ragazze contenti e contente di questa esperienza, quindi penso che possiamo ritenerci soddisfatti. Sicuramente c'è stato qualche piccolo intoppo, qualche piccolo disguido, ma l'importante è che sia stata un'esperienza positiva per tutti e tutte le partecipanti e che sia stata un'esperienza arricchente», spiega Mila Passardi, co-capo campo di BeSTiale.
La logistica e la siccità
Come per ogni edizione, anche quella di quest'anno ha comportato delle sfide, legate alla logistica ma anche alla meteo. Da una parte non è mai evidente assicurare alloggi e pasti per più di 1'000 persone, provenienti da 29 sezioni. Dall'altra, la siccità che caratterizza quest'estate ha impattato anche il campo BeSTiale: «Il divieto assoluto di accensione ai fuochi all'aperto ci limita per la cucina, perché un'attività tipica degli esploratori e delle esploratrici è la cucina sul fuoco, che purtroppo non si può fare. Abbiamo dovuto ripiegare sui fornelli a gas che comunque permettono ai ragazzi e alle ragazze di cucinare», spiega Passardi. Non si parla solo di cucina però: si è dovuto rinunciare anche al tradizionale fuoco da bivacco a causa del divieto di accendere fuochi all'aperto. Ma per ogni problema c'è una soluzione: «Fortunatamente noi scout siamo abituati a cercare di trovare soluzioni, arrangiarci con poco: ci sono state delle persone creative che hanno costruito questi finti fuochi con la carta velina colorata, con all'interno una pila», prosegue Passardi.
«Lasciamo meglio di come abbiamo trovato»
Ragazzi e ragazze sono impiegati in prima persona nello smontaggio e nel riordino delle strutture. Sin dall'inizio si è pensato ad una soluzione per lasciare il terreno del campo in uno stato uguale, se non migliore, di quello in cui lo si è trovato. «Una delle cose che cerchiamo di fare sempre quando lasciamo un posto è lasciarlo meglio di come l'abbiamo trovato, o per lo meno uguale. Quindi noi per queste due settimane di campo abbiamo costruito delle palafitte in modo da poter preservare il più possibile il suolo. Togliendo le palafitte dovremo coprire dei buchi, dovremo controllare che non ci siano sassi in giro per lasciare il terreno pulito e l'erba che possa ricrescere il prima possibile», spiega Mila Passardi. Oltre al riordino, un'altra sfida logistica sta nel rientro vero e proprio: saranno circa 2'000 in totale gli scout che dovranno fare rientro a casa con i bagagli. Tra loro anche qualcuno che viene da Romont: «È stato bellissimo, abbiamo passato dei momenti meravigliosi con i ticinesi, sono stati veramente accoglienti, tutti. Incredibile, siamo stati sorpresi dalla meteo. Da Friburgo si dice che in Ticino fa sempre bello, ma abbiamo avuto qualche goccia e potrebbe arrivare magari qualche temporale, ma va bene così», dice Ismael. La giornata di venerdì sarà dedicata ai rientri: un'altra sfida nei confronti della quale il campo gioca la carta della collaborazione con FFS e Autolinee bleniesi.

