
Il deputato leghista Massimiliano Robbiani aveva lanciato il sasso negli scorsi giorni: annettere Campione d’Italia alla Svizzera. L’idea, inutile dirlo, è nata dopo la notizia del fallimento e le conseguenti proteste da parte di cittadini ed (ex) dipendenti della casa da gioco (vedi suggeriti).
Tuttavia la voce di Robbiani non è l’unica: tra le persone che dal 27 luglio si ritrovano quotidianamente davanti al Municipio per protestare contro la chiusura del Casinò e l’”immobilismo” da parte di Roma, c’è anche chi vede di buon occhio l’idea di un’annessione. "Cominciamo ad essere stanchi - dice una donna al Caffè - ma cos’altro possiamo fare? Il Casinò è la nostra vita, non molleremo".
L’unico sostegno, dicono i dipendenti, sta giungendo dalla Svizzera. "Vogliamo ringraziare i nostri vicini elvetici, che in questo momento difficile ci stanno venendo incontro - afferma la sindacalista Rosy Bianchi al domenicale - Avrebbero potuto reclamare i soldi che il comune di Campione deve loro, invece ci stanno aiutando concretamente, ad esempio offrendosi di ospitare i bambini che si sono visti chiudere il loro asilo a causa del dissesto finanziario".
Tutti i dettagli nell'edizione odierna del Caffè
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