
Striscioni, bandiere svizzere e il 'funerale simbolico'. I campionesi hanno ricordato così i 365 giorni trascorsi dalla chiusura del Casinò dell'enclave. I cittadini sono tornati in piazza ieri pomeriggio per chiedere - nuovamente - un intervento della politica.
All'ingresso del comune è stato affisso uno striscione su sfondo nero con la scritta: "Di Maio disse: nessun italiano deve restare indietro. Ma qui avete lasciato indietro un intero paese". Più di un campionese vede nell'annessione alla Svizzera una possibile soluzione a questa crisi. Tutti, però, sono concordi nel dire che il rilancio deve passare dalla riapertura della casa da gioco.
Ma in un’intervista a La Provincia di Como, il sottosegretario regionale Fabrizio Turba (Lega) punta però l’indice contro la vecchia amministrazione e i dipendenti: "Le posizioni dei dipendenti sono indifendibili dopo decenni di privilegi. Impossibile pensare di mantenere 100 persone in municipio in un paese da 1900 abitanti. La Regione non ha certo 200 milioni per salvare una casa da gioco: preferirei utilizzarli per altre priorità. Una certa classe politica dovrebbe vergognarsi: era diventato un assumificio per raccomandati".
Altri dettagli nel Tg di TeleTicino di ieri
(Foto d'archivio)
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