
Sono emersi clamorosi sviluppi dopo il blitz avvenuto ieri da parte della Guardia di Finanza al Casinò di Campione d'Italia, in comune e presso una filiale della Banca di Sondrio. I finanzieri hanno notificato quattro avvisi di garanzia per il reato di bancarotta preferenziale. Nel registro degli indagati sono finiti il sindaco Roberto Salmoiraghi, l'amministratore unico del Casinò Marco Ambrosini, il direttore e un funzionario dell'istituto di credito. L'inchiesta è condotta dal pubblico ministero Pasquale Addesso.
La procura di Como, che ha disposto gli accertamenti, ipotizza che la casa da gioco abbia effettuato pagamenti preferenziali a favore della banca e del comune, a danno invece di altri creditori, come l'erario. L'indagine ha per oggetto la cessione dal Comune al Casinò di un immobile, Villa Mimosa, che la casa da gioco avrebbe voluto adibire a dépendance extra lusso da destinare alla clientela cinese. Per questo nel mese di dicembre, dopo l'apertura della procedura di fallimento, il casinò chiese e ottenne dalla banca un allargamento delle linee di fido per 2,8 milioni di euro. Di questi fondi, 300 mila euro vennero usati per pagare una rata del mutuo, e gli altri vennero girati al Comune che li usò per pagare gli stipendi ai dipendenti. Pagamenti che la procura ritiene "preferenziali" ai danni degli altri creditori del Casinò.
Interpellato da gioconews, il sindaco si è detto esterefatto per l'apertura di questa nuova inchiesta, dichiarandosi estraneo ai fatti e augurandosi che la vicenda arrivi presto a conclusione. "Questa indagine è partita proprio grazie all'esposto che io stesso avevo presentato" ha sottolineato Salmoiraghi.
Nel frattempo aleggia preoccupazione nell'enclave e i cittadini si interrogano su quanto sta succedendo. Ieri i finanziari sono rimasti fino a tarda serata al Casinò per sequestrare nuovi documenti e i sindacati hanno chiesto un incontro con l'amministratore unico Marco Ambrosini per avere delucidazioni riguardo alle ispezioni.
Lo scorso 7 giugno, ricordiamo, il Consiglio comunale di Campione ha decretato il dissesto finanziario del Comune, che ha registrato un passivo di circa 30 milioni di franchi dovuto ai mancati versamenti delle quote dovute dal Casinò Municipale, partecipato al 100% dal Comune stesso.
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