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Campione, il Comune si ferma per un giorno
Campione, il Comune si ferma per un giorno
Campione, il Comune si ferma per un giorno
Redazione
8 anni fa
I dipendenti pubblici incrociano le braccia contro l'incertezza del loro futuro. Zanzi: "Prevista la vendita di immobili"

Al termine di una mattinata in cui i servizi comunali si sono fermati, i dipendenti pubblici di Campione hanno preso la decisione di indire due nuove giornate di sciopero, l’8 e il 9 novembre. La tempistica non è casuale. L’11 novembre diverrà effettivo l’esubero di gran parte degli impiegati, passati nelle ultime settimane a 96 e destinati ad essere ridotti a 16. Contro questa delibera è stato presentato un ricorso che verrà discusso il 9 novembre dal Tribunale amministrativo regionale.

"L'obiettivo è di ottenere la sospensiva cautelare, utile per tutti" spiega ai microfoni di TeleTicino Marco Boffa, coordinatore RSU di Campione. "C'è l'apertura del Governo a discutere ma non coincidono i tempi. Una sospensiva cautelare consentirebbe di guadagnare il tempo necessario per arrivare ad una soluzione anche politica della situazione di Campione". 

Sono principalmente due le questioni aperte, che hanno spinto i dipendenti a scioperare. La prima riguarda l’incertezza per il futuro. Ad oggi non è ancora stato definito chi sarà toccato dagli esuberi e, una volta rientrata la crisi, come sarà composto l’organico comunale.

"Bisognerebbe fare un discorso serio, organico, sulle necessità dei servizi che il comune deve erogare. Da lì capire quali sono le risorse a disposizione per coprire i costi e arrivare ad una soluzione che non penalizzi la collettività" aggiunge Boffa. 

Ma, come spiega il neonominato commissionario prefettizio Giorgio Zanzi, la legge italiana oggi "non prevede, non ammette e non consente eccezioni per il comune di Campione. Quindi non è facile trovare la quadratura su tutte quelle che sono le esigenze: rispetto della legge e la necessità di far funzionare il comune".

E in effetti la peculiarità dell’enclave, si riflette anche sulla sua amministrazione i cui dipendenti, per inciso, da fine febbraio non percepiscono lo stipendio. Ed è qui che si arriva alla seconda questione aperta. Parte dei salari arretrati e della tredicesima, potrebbe essere versata, dopo la vendita di alcuni immobili di proprietà del comune. "Bisogna capire quanto denaro affluirà alle casse del comune. I dipendenti sono dei creditori privilegiati, per cui loro sono la priorità", specifica Zanzi.

Questo è quanto può fare il commissario prefettizio. Le soluzioni definitive, come andiamo ripetendo ormai da 3 mesi, dovranno essere prese dalla politica.

Maggiori dettagli nel servizio del Tg di TeleTicino in onda dalle 18.45

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