
Comizi, conferenze, comunicati: arrivano le elezioni e guarda caso la sensazione è che il numero di eventi organizzati dai consiglieri di stato si faccia più intenso. Per darvi un’idea: questa è la fotografia di giovedì scorso. 5 conferenze stampa, con presenza quasi simultanea di tutti e 5 i membri del Governo. Alle 9 Christian Vitta e Paolo Beltraminelli inaugurano nuovi laboratori a Bellinzona. Alle 10 Claudio Zali parla del credito da 50 milioni di franchi per i risanamenti fonici delle strade. Alle 11.30 Norman Gobbi è in prima linea a Lugano durante un evento legato ai giochi tradizionali svizzeri. Nello stesso momento Manuele Bertoli conduce una conferenza sulla scuola a tutto campo. Va bene che le elezioni si avvicinano, ma questa sovra-esposizione è normale?
"È normale solo in Ticino. Se si osserva la situazione negli altri cantoni i consiglieri di Stato in carica, che si ripresentano, se organizzano conferenze stampa quasi nessuno dei media le segue perché è una cosa un po' strana fare un bilancio della legislatura, una conferenza stampa dopo l'altra, un articolo d'opinione dopo l'altro. Nella Svizzera italiana la concentrazione mediatica è ben al di sopra della media nazionale", spiega ai microfoni di TeleTicino il politologo Nenad Stojanovic.
Ticino dunque quale unicum. E le cifre sono indicative: questo è il numero di comunicati stampa suddivisi per dipartimento da inizio febbraio ad oggi. Dipartimento del territorio (DT) e Dipartimento delle istituzioni (DI) conducono la classifica, fanalino di coda il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS): ma attenzione perché molte comunicazioni finiscono in realtà sotto il calderone di quelle firmate genericamente 'Consiglio di Stato'. Va tuttavia precisato che circa il 30% dei comunicati emessi ogni mese (e ogni anno) dal DT sono comunicazioni di servizio, ovvero aperture e chiusure di cantieri stradali e opere di sottostruttura (posa di tubature).
"Se un consigliere di Stato ha abitudine ogni tot mesi di fare una conferenza stampa per presentare quello che sta facendo è un conto, però se questi eventi - pagati dallo Stato - sono molto più frequenti prima delle elezioni ecco che qualche problema si pone. E pone più in generale la questione della trasparenza nel finanziamento delle campagne elettorali. Trasparenza, che è una delle grandi pecche della democrazia svizzera in generale. Il Ticino, paradossalmente, è uno dei pochi che ha una legge e in teoria dovrebbe promuovere questa trasparenza, però si nota che tanti candidati e partiti non dichiarano", precisa Stojanovic.
Insomma, il tema è delicato: difficile capire fin dove il diritto a comunicare possa trasformarsi in strumentalizzazione.
I dettagli nel TG di Teleticino delle 18.45
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